Kenya: la polizia usa la forza per far rispettare il coprifuoco

Pubblicato il 28 marzo 2020 alle 13:07 in Africa Kenya

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L’ordine degli avvocati del Kenya ha denunciato le violenze compiute dalle forze dell’ordine durante il primo giorno di coprifuoco, imposto dal governo per limitare la diffusione del coronavirus, il 28 marzo.

La denuncia fa riferimento a filmati televisivi che raffigurano la polizia keniota picchiare cittadini, tra cui anche alcuni giornalisti, che non hanno rispettato il coprifuoco in vigore dalle 19:00 alle 05:00, ora locale, del 27 marzo. Migliaia di persone sono rimaste bloccate lungo la costa del Paese a causa dell’interruzione del trasporto ferroviario. A Mombasa, la polizia ha malmenato e lanciato gas lacrimogeni contro coloro che hanno cercato di prendere un traghetto anziché il treno dopo l’entrata in vigore del coprifuoco.

Il presidente dell’ordine degli avvocati del Kenya, il cui nome ufficiale è Law Society of Kenya, Nelson Havi, ha affermato che l’associazione avrebbe richiesto un ordine del tribunale per bloccare il coprifuoco, ritenuto incostituzionale. Havi ha affermato che la legittimità di tale divieto, così come quella degli atti o omissioni compiuti dallo Stato e dai cittadini per evitare la diffusione del coronavirus, deve essere giudicata da un tribunale, non dalla polizia. Il presidente dell’ordine ha sottolineato che lo stato di diritto e l’assetto costituzionale devono prevalere sempre, indipendentemente dalla gravità della calamità.

Il portavoce della polizia keniota, Charles Owino, si è scusato per i gesti compiuti dalle forze dell’ordine nella giornata di venerdì 27 marzo. In particolare, ha affermato che saranno adottate le dovute misure contro gli ufficiali colpevoli dei fatti che hanno sorpassato i limiti della propria autorità. Alla fine del suo messaggio, Owino ha invitato la popolazione a mantenere le distanze di sicurezza interpersonali, ribadendo che il coprifuoco serve ad assicurare una gestione appropriata della situazione.

In risposta a tali avvenimenti, il 28 marzo, il vice presidente keniota, William Ruto, sul suo profilo Twitter ha affermato che la polizia deve far rispettare il coprifuoco con fermezza, civiltà e moderazione. Ruto ha ribadito quanto la pandemia sia grave e che il coprifuoco è volto a limitare i movimenti, riducendo la diffusione del virus, per tanto è necessario che tutti si attengano alle regole, senza eccezioni.

Il 25 marzo, il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, ha annunciato l’attuazione di un coprifuoco dalla durata di dieci ore a partire da venerdì 27 marzo per proteggere il Paese dalla diffusione del Coronavirus. Contro eventuali violazioni di tale legge è prevista una multa di circa 96 dollari e tre mesi di detenzione. Ai negozi è consentito di restare aperti Dalle 7:00 fino alle 18:00 . Dalla prima comparsa della pandemia nel Paese lo scorso 14 marzo, il Kenya ha finora registrato 31 casi positivi un decesso e una guarigione. Altri Paesi nel continente africano hanno adottato misure simili a Nairobi, tra questi ci sono il Sudan del Sud, il Sud Africa, l’Egitto, il Senegal e l’Uganda.

 Il coronavirus si è originato nella Repubblica Popolare Cinese dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Stando ai dati rilasciati nel situation report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 27 marzo, sono 509.164 i casi confermati a livello globale e 23.335 i decessi. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

 

di Redazione

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