Emergenza coronavirus negli Stati Uniti

Pubblicato il 28 marzo 2020 alle 11:18 in Cina USA e Canada

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Negli USA mentre il virus colpisce indiscriminatamente giovani e anziani, lo staff medico del Servizio Sanitario Nazionale ha denunciato il bisogno urgente di ulteriori ventilatori, macchinari per la respirazione assistita e medicinali.

Il sindaco della città californiana di Lancaster, Rex Parris, ha confermato la morte di un 17enne lo scorso 25 marzo a causa del coronavirus, il ragazzo non aveva malattie pregresse ed era in buone condizioni fisiche. Quando si è recato presso una struttura per l’assistenza medica d’urgenza non è stato curato perché non aveva l’assicurazione. Il ragazzo è stato indirizzato verso l’ospedale pubblico della città, Antelope Valley, ma, durante il tragitto, è andato in arresto cardiaco e, nonostante sia stato rianimato, quando ha raggiunto la destinazione era già morto. Tuttavia, il Dipartimento della Salute della contea di Los Angeles ha dichiarato che il decesso del 17enne è stato tolto dalla lista delle vittime del coronavirus nell’area di sua pertinenza, ma i Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CDC) condurranno un’indagine sul caso in quanto non è chiaro quali fossero i sintomi presentati prima del decesso.

La morte di una persona così giovane si aggiunge a molte altre notizie di decessi tra una fascia di età bassa che smentisce la convinzione secondo la quale il coronavirus possa essere fatale solamente per le persone anziane già affette da altre malattie. Alcuni dottori e infermieri americani hanno dichiarato al The Indipendent che in alcuni casi il coronavirus ha colpito nello stesso modo e con le stesse conseguenze giovani e anziani. In particolare, i medici hanno rilevato che molti pazienti relativamente giovani, con età comprese tra i 30 e i 50 anni, spesso di sesso maschile e senza malattie pregresse hanno contratto il virus, sono stati intubati e non lo hanno comunque superato. Per tali ragioni, gli operatori degli ospedali americani stanno rivolgendo appelli sempre più frequenti per aumentare la consapevolezza dei più giovani sulla pericolosità del virus anche per loro.

Negli Stati Uniti il numero totale dei casi è arrivato a 104.837, confermando il Paese al primo posto al mondo per numero di pazienti infetti.  Il 27 marzo, si è verificato un picco di nuovi contagi che è arrivato a quota 18.000, anche le morti totali hanno raggiunto il record di 1.711.

 Lo Stato di New York è stato quello maggiormente colpito dalla pandemia, seguito da New Jersey e California. Nella sola città di New York, sono stati 26.697 i casi confermati di cui 450 sono deceduti. Gli ospedali della città, così come quelli degli altri centri maggiormente colpiti come New Orleans e Detroit, hanno lanciato un allarme per la scarsità di medicinali a disposizione, di personale formato e di dispositivi di protezione individuale che prevengano il contagio del personale sanitario stesso. Alcuni dottori hanno affermato di essere ricorsi al mercato nero o di aver riciclato le protezioni.

Lo scorso 27 marzo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha invocato speciali poteri d’emergenza che possano consentirgli di richiedere a General Motors Co di convertire la propria attività e iniziare a produrre ventilatori per sopperire alla loro mancanza, dopo aver accusato l’azienda automobilistica di perdere tempo in negoziati. In molti hanno richiesto al presidente di appellarsi al Defense Production Act, uno statuto dell’8 settembre 1950, risalente all’epoca del conflitto coreano, che gli consentirebbe di avere poteri di acquisizione straordinari sulla produzione.

Il Congresso americano ha disposto un pacchetto di aiuti dal valore di 2.2 trilioni di dollari che saranno spesi a sostegno degli ospedali, delle aziende e dei disoccupati che hanno subito gli effetti dell’isolamento imposto dai governi federali per limitare la diffusione della pandemia.

Il coronavirus si è originato nella Repubblica Popolare Cinese dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Stando ai dati rilasciati nel situation report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 27 marzo, sono 509.164 i casi confermati a livello globale e 23.335 i decessi. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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