Cina: scontri tra polizia e cittadini

Pubblicato il 28 marzo 2020 alle 9:17 in Asia Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Repubblica Popolare Cinese (RPC) negherà l’accesso a tutti i cittadini stranieri dalla mezzanotte del 28 marzo, per prevenire l’ingresso di persone contagiate da coronavirus. Nel mentre, sono state adottate misure per riavviare i collegamenti con la provincia di Hubei che hanno provocato tensioni e preoccupazione.

Lo scorso venerdì 27 marzo, un blocco agli spostamenti da tale provincia verso quella confinante di Jiangxi ha portato allo scontro tra i cittadini e la polizia, generando momenti di tensione. Stando a quanto riportato dal quotidiano canadese The Globe and Mail, l’incidente si è verificato tra le 15:00 e le 18:00, ora locale, sul ponte che collega le località di Huangmei nello Hubei e Jiujiang nel Jiangxi, collocate sulle rispettive rive del fiume Yangtze, anche noto come Fiume Azzurro. La polizia della provincia di destinazione ha impedito ai cittadini in partenza l’attraversamento del ponte, provocando la loro forte reazione. Stando a  United Press International, si sarebbe verificato anche uno scontro tra le rispettive forze dell’ordine delle due province.

 In un video pubblicato da alcuni testimoni, è possibile vedere una grande folla di persone protestare e scontrarsi con la polizia che stava tentando di impedir loro l’accesso nel Jiangxi. Nelle registrazioni, le auto della autorità sono vandalizzate e gli stessi agenti vengono attaccati dalla folla. Il segretario del Partito Comunista Cinese (PCC) della contea di Huangmei, Ma Yangzhou, ha rilasciato un video in cui ha esortato tutti a disperdere la folla creata, sottolineando la pericolosità di un tale assembramento per la diffusione del coronavirus.

Dallo scorso 25 marzo, le autorità cinesi hanno ripristinato l’autorizzazione parziale a spostarsi dalla provincia di Hubei, a eccezione della città di Wuhan che è stata il focolaio del coronavirus e i cui collegamenti riprenderanno il prossimo 8 aprile. Le autorità hanno riavviato i servizi ferroviari e le autolinee a lunga percorrenza e si sono impegnate a rimuovere tutti i blocchi autostradali in uscita dalla provincia entro venerdì 27 marzo. In tale giornata, la classificazione del rischio legato al coronavirus a Wuhan è passata da “rischio alto” a “rischio medio”. L’area era stata messa in isolamento dal 23 gennaio impedendo a chiunque di entrare o uscire dai suoi confini.  

Nonostante il tentativo di ripristinare i collegamenti della provincia con il resto del Paese, in molti hanno diffidato dei cittadini provenienti dallo Hubei. Si sono verificati vari episodi in cui ai cittadini della provincia è stato negato l’accesso a strutture ricettive o anche a città, nonostante non si fossero recati da mesi nel proprio luogo d’origine.

Il 28 marzo, la Commissione Nazionale per la Salute cinese ha pubblicato l’ultimo aggiornamento sugli sviluppi del coronavirus nella RPC in cui tutti i nuovi 54 casi di pazienti infetti sono arrivati dall’estero. Per quanto riguarda la provincia di Hubei, non ci sono stati né nuovi casi né sospetti, si sono verificati 3 decessi a Wuhan e sono state dimesse un totale di 367 persone. Dalla comparsa del virus nel dicembre 2019, la provincia ha registrato 67.801 infezioni confermate, di queste ben 50.006 a Wuhan, per un totale di 3.177 decessi. I casi ancora attivi nell’area sono 2.526, di cui 2.517 nel capoluogo.

 

Leggi Sicurezza internazionale il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.