Narcotraffico: Taglia USA di 15 milioni di dollari su Maduro

Pubblicato il 27 marzo 2020 alle 10:35 in USA e Canada Venezuela

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Il governo degli Stati Uniti ha presentato giovedì 26 marzo accuse di narcotraffico, riciclaggio di denaro e terrorismo contro il presidente venezuelano Nicolás Maduro e altri 14 alti esponenti del chavismo, nonché contro due dissidenti dell’ex guerriglia colombiana delle FARC . Maduro ha definito l’accusa “azione stranamente estremista” e “volgare”. Il ministro degli esteri venezuelano Arreaza ha parlato di “nuove tecniche di golpe”.

“Ho un messaggio per gli alti funzionari del chavismo: la festa sta finendo” – ha detto il procuratore generale del distretto meridionale della Florida, Ariana Fajardo Orshan, in una conferenza stampa, in cui ha annunciato le accuse.

I pubblici ministeri degli stati di Florida e New York, dove sono state presentate le accuse, assicurano che negli ultimi 20 anni, da quando il defunto presidente Hugo Chávez ha assunto il potere nel 1999, l’esecutivo venezuelano ha cospirato con le FARC per far entrare tonnellate di cocaina nel territorio statunitense.

Il procuratore generale degli Stati Uniti, William Bar, ha assicurato che dal 1999 Maduro e altri alti funzionari chavisti, come Diosdado Cabello, presidente dell’Assemblea costituente nazionale (ANC), hanno fatto parte del “Cartel de los Soles”, il cui Il nome si riferisce ai soli, le insegne indossate al posto delle stelle sulle uniformi dell’esercito venezuelano dai generali più alti in grado.

Secondo Barr, Maduro, come “leader” del cartello, e gli altri funzionari venezuelani hanno lavorato con i dissidenti delle FARC per portare negli Stati Uniti, attraverso i Caraibi e diversi paesi dell’America centrale, l’Honduras su tutti, circa 250 tonnellate di cocaina all’anno.

“L’annuncio di oggi cerca di sradicare la vasta corruzione all’interno del governo venezuelano” – ha dichiarato Barr.

È la seconda volta nella storia degli Stati Uniti che le accuse sono portate contro un capo di stato dopo che, nel 1989, i pubblici ministeri di Miami hanno accusato il dittatore panamense Manuel Antonio Noriega di traffico di droga. Un’accusa che è stata all’origine dell’invasione statunitense del Paese centroamericano, a seguito della quale Noriega venne arrestato, processato e imprigionato in Florida.

Per consegnare gli accusati alla giustizia, gli Stati Uniti hanno offerto 15 milioni di dollari per qualsiasi informazione che porti all’arresto di Nicolás Maduro, 10 milioni per Cabello e altri 10 milioni per qualsiasi indizio che conduca all’arresto di una di queste tre figure: il vicepresidente Tareck El Aissami, l’ex generale venezuelano Hugo Carvajal e l’ex capo militare Cliver Alcalá Cordones. In totale USA ha presentato denuncia contro 15 funzionari o ex funzionari venezuelani.

Gli accusati sono i cinque appena menzionati (Maduro, Cabello, El Aissami, Carbajal e Alcalá Cordones), nonché il ministro della Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino López, il ministro degli interni, Néstor Reverol, il giudice  della Corte suprema Maikel Moreno e l’ex Vice Ministro dell’Energia del Venezuela Nervis Gerardo Villalobos Cárdenas.

Anche l’ex ministro dell’Energia Luis Motta è accusato assieme all’ex ufficiale dell’aeronautica militare Oscar Rafael Colmenarez Villalobos, al sovrintendente alle cripto-attività, Joselit Ramírez, all’ex vicedirettore dell’Ufficio nazionale antidroga e attuale attaché militare in Germania, Edylberto Jose Molina e a Rafael Antonio Villasana Fernández e Vassyly Kotosky Villarroel, entrambi ex membri della Guardia Nazionale Bolivariana.

Barr ha anche annunciato accuse contro l’ex negoziatore di pace dell’ex guerriglia colombiana delle FARC Luciano Marín, alias “Iván Márquez”, e Seuxis Paucias Hernández, alias “Jesús Santrich”, per aver collaborato con il presidente venezuelano Nicolás Maduro al traffico di cocaina. Il procuratore generale degli Stati Uniti ha assicurato che gli ex leader della guerriglia che hanno preso le armi “hanno ottenuto il sostegno del regime di Maduro” per operare al confine tra Colombia e Venezuela con l’obiettivo di inviare tonnellate di cocaina negli Stati Uniti.

Poche ore dopo la diffusione notizia, il presidente venezuelano ha definito l’accusa “azione stranamente estremista” e “volgare”.

“Il governo di Donald Trump , in un’azione stravagante, estremista e volgare, ha lanciato una serie di false accuse contro di me” – ha detto Nicolás Maduro in dichiarazioni rese dal palazzo presidenziale di Miraflores a Caracas.

Maduro ha sottolineato che gli statunitensi “come i cowboy razzisti del XIX secolo, hanno messo un prezzo in testa ai rivoluzionari che sono pronti a combatterli in tutte le aree”.

Secondo Maduro, l’accusa degli Stati Uniti “è un atto di follia” che causerà “seri danni” al presidente Trump. Il leader chavista ha ribadito la sua denuncia di un presunto piano violento organizzato sul suolo colombiano e sotto il comando degli Stati Uniti per attaccare il Venezuela, per cui ha invitato le autorità militari venezuelane a vigilare sul contenimento di questi possibili attacchi.

Il presidente del Venezuala ha inoltre denunciato che, nell’ambito delle azioni del gruppo organizzatore del piano violento, in cui è stato coinvolto il leader dell’opposizione Juan Guaidó , “la scorsa settimana hanno attaccato Punta de Mata per rubarci il gas e ci hanno sottratto gas per due giorni”.

Il leader dell’opposizione, Juan Guaidó, ha dichiarato che le accuse contro gli Stati Uniti contro il presidente Nicolás Maduro e i suoi collaboratori per presunto traffico di droga, riciclaggio di denaro e terrorismo sono “ben fondate” e che aiuteranno a “liberare” il Venezuela da un “sistema criminale”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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