Kosovo: Stati Uniti smentiscono accordo segreto con la Serbia

Pubblicato il 27 marzo 2020 alle 17:14 in Kosovo USA e Canada

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Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha rilasciato un comunicato ufficiale con cui ha smentito le voci su un accordo segreto per uno scambio territoriale tra il Kosovo e la Serbia. 

È quanto rivelato, venerdì 27 marzo, dal Prishtina Insight, il quale ha altresì specificato che il comunicato è stato firmato dall’Inviato Speciale della Casa Bianca per la ripresa del dialogo tra il Kosovo e la Serbia, Richard Grenell, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Kosovo, Philip Kosnett, e il rappresentante speciale statunitense per i Balcani Occidentali, Matthew Palmer. 

I tre diplomatici statunitensi, nel comunicato congiunto, dichiarano apertamente che Grenell non ha né visto né discusso un simile accordo, il quale era stato menzionato dal premier sfiduciato, Albin Kurti, nel corso del suo intervento in Parlamento in occasione della discussione della mozione di sfiducia, approvata mercoledì 25 marzo. Nello specifico, Kurti aveva dichiarato che l’unico motivo dietro l’approvazione della sfiducia fosse un accordo segreto su uno scambio territoriale raggiunto dal presidente del Kosovo, Hashim Thaci, e il suo omologo serbo, Aleksandar Vucic. 

Tuttavia, oltre a smentire tali accuse, i diplomatici statunitensi hanno anche ribadito la propria posizione sui dazi al 100% imposti sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia, i quali erano stati imposti il 21 novembre 2018 e sono causa di stallo delle relazioni tra il Kosovo e la Serbia. Il Kosovo aveva approvato tali dazi il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, ostacolata dalla Serbia, accusata di aver condotto propaganda negativa contro Pristina. Da parte sua, la Serbia ritiene che le tariffe al 100% imposte dal Kosovo violino gli accordi regionali in merito alla libertà di movimento e di scambio, motivo per cui, come dichiarato dal presidente di Belgrado, Aleksandar Vucic, il dialogo tra i due Paesi non potrà riprendere prima del ritiro dei dazi da parte di Pristina.     

Tuttavia, il 21 marzo, Kurti aveva annunciato la decisione dell’esecutivo di rimuovere totalmente fino all’1 aprile i dazi sulle materie prime. Allo scadere del termine, il governo si sarebbe riunito nuovamente per votare sulla rimozione dei dazi anche sugli altri beni, il che avrebbe comportato l’adozione di misure di reciprocità con gli altri due Paesi. Sia la Francia sia la Germania avevano accolto con favore la decisione di Kurti di ritirare i dazi sulle materie prime, considerato un segnale per la disponibilità a riavviare il dialogo con Belgrado. La rimozione di tali dazi è stato definito un primo passo nella giusta direzione, nell’ottica dell’annullamento totale delle tariffe entro il 1° aprile.  

Gli Stati Uniti, però, sono promotori del completo abbandono delle tariffe. Anche nella dichiarazione, i diplomatici statunitensi hanno ribadito di ritenere che tali dazi danneggino i cittadini del Kosovo, soprattutto ora che si sta diffondendo l’emergenza sanitaria da coronavirus. Nello specifico, i dazi minano alla cooperazione regionale e, dunque, ritardano le consegne di beni necessari, oltre a rallentare la crescita economica.  

In aggiunta, la decisione di Kurti di rimuovere solo parzialmente le tariffe è stata ampiamente criticata, sia dall’opposizione sia dai suoi ministri della coalizione, i quali hanno accusato il premier di essere promotore di una politica anti-americana 

Dopo la pubblicazione della dichiarazione degli Stati Uniti, il leader del partito di coalizione, LDK, Isa Mustafa, nonché promotore della mozione di sfiducia, ha richiesto le scuse di Kurti nei confronti dei cittadini kosovari e degli Stati Uniti. 

Dall’altra part, il vicepresidente del partito di KurtiVetevendosjeBesnik Bislimi, ha dichiarato di ritenere positive le parole degli Stati Uniti, dato che dimostrano l’apertura di Washington a lavorare con il suo partito. 

Intanto, la prossima settimana, Thaci avvierà le consultazioni per formare il nuovo governo. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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