Coronavirus: perchè gli Stati Uniti hanno più casi al mondo?

Pubblicato il 27 marzo 2020 alle 15:40 in USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno superato l’Italia e la Cina per il numero di persone infette da Covid-19, il 27 marzo, e contano 1.195 morti. Quali sono le principali ragioni che hanno portato all’attuale crisi. 

Come previsto dagli esperti del settore, la pandemia si sta diffondendo rapidamente negli Stati Uniti, con gravi conseguenze per il futuro del Paese.  Il 27 marzo si è verificato, su scala nazionale, un aumento di oltre 15.000 casi in un giorno. Tale sconvolgente ondata può essere spiegata sia dalla diffusione del virus sia da un aumento dei test, dopo settimane di carenza. Con tale aumento, il numero totale dei casi confermati negli Stati Uniti supera gli 82.000. La Cina, a confronto, ha riportato 81.285 infezioni totali. In tale contesto, la CNN ha tentato di spiegare perché il Paese si trova in questa situazione.

In primo luogo, secondo l’emittente statunitense, è da sottolineare una differenza fondamentale tra Cina e Stati Uniti. La Cina è intervenuta per bloccare la diffusione del virus con un blocco, che è iniziato a Wuhan il 23 gennaio e sta essendo rimosso gradualmente, a partire dal mese di marzo. Ad oggi, quindi, solo una decina di nuovi casi vengono presumibilmente confermati ogni giorno e la maggior parte di questi sembrerebbe arrivare dall’estero. Gli Stati Uniti, invece, non hanno imposto misure tempestive e rigide per fermare l’epidemia. Non solo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ripetutamente insistito sulla necessità che “la cura non sia peggio della malattia”, suggerendo l’ipotesi di fermare il blocco e far ripartire l’economia, appena dopo Pasqua. Questo significherebbe una maggiore diffusione dell’epidemia e altri milioni di individui infetti. Anche con il controllo attivo e il distanziamento sociale, il Paese potrebbe andare incontro a circa 81.000 decessi, entro luglio, secondo un’analisi dettagliata dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington a Seattle, citata dalla CNN. Una delle ragioni, sottolineata da numerosi analisti ormai, è quindi l’intempestivo e il non deciso intervento del governo statunitense di fronte a tale crisi. 

Tuttavia, è necessario sottolineare un altro elemento. Il virus è stato un evento imprevisto e si è diffuso prima in Asia, poi in Europa e nel continente americano. Tuttavia, molti Paesi dell’Asia avevano già vissuto l’epidemia di SARS del 2003 ed erano quindi pronti e maggiormente organizzati. Dall’altra parte, il sistema sanitario degli Stati Uniti non era minimamente preparato a tale crisi, al contrario. I tagli al sistema sanitario sono stati estremamente costosi, di fronte all’attuale situazione. L’unità pandemica del Consiglio di Sicurezza Nazionale statunitense è stata smantellata nel 2018, per decisione della Casa Bianca. Il governo ha anche tagliato le squadre dei Centers for Disease Control in 39 Paesi, tra cui la Cina. A peggiorare la situazione, quando l’epidemia è arrivata negli Stati Uniti, lo stesso presidente ha ignorato i campanelli d’allarme e ha minimizzato i rischi. Il risultato, ad oggi, è che il numero di casi confermati è salito alle stelle negli Stati Uniti, con oltre 250 casi per 1 milione di persone, molto più della Cina, che ha circa 57 casi per 1 milione di persone; Hong Kong ne ha 60; Taiwan 11; Singapore 117; il Giappone 11; e la Corea del Sud 180.

La conclusione della CNN è che Trump ha la responsabilità diretta dell’impreparazione statunitense e della mancata risposta all’epidemia. Da quando il presidente è entrato in carica, ha sistematicamente debilitato il sistema di protezione della salute pubblica e le conseguenze, in questo momento di crisi, sono molto gravi. Tuttavia, le decisioni dell’amministrazione Trump non sono l’unica ragione della triste situazione degli Stati Uniti. Il sistema sanitario privato statunitense, secondo l’emittente, guadagna sulle malattie e non sulla buona salute. Questo, in ultima istanza, “funziona per i ricchi, invece di un sistema sanitario pubblico per tutti che anticipa e controlla prontamente nuovi agenti patogeni attraverso test, analisi dei contatti e quarantena”, si legge sulla CNN. I cittadini degli Stati Uniti stanno oggi lottando per rimanere in vita, ma la Casa Bianca continua a preoccuparsi dell’economia. Rimane, tuttavia, ancora possibile controllare il virus, come stanno facendo i Paesi dell’Asia orientale, tentando, frattempo, di minimizzare l’impatto economico. Serve però un’azione decisiva in tutti gli Stati e in tutte le città. La palla passa quindi ai governatori, ai sindaci e agli operatori sanitari in prima linea che sono impegnati ad affrontare una delle crisi globali più importanti del dopo guerra. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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