Coronavirus: una nuova fase delle relazioni tra Serbia e Cina

Pubblicato il 27 marzo 2020 alle 13:23 in Cina Serbia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un nuovo aereo proveniente dalla Cina e carico di dotazioni sanitarie per fronteggiare il coronavirus è atterrato in Serbia nella notte del 26 marzo. 

È quanto rivelato dal Governo di Belgrado, il quale ha altresì specificato che l’atterraggio del velivolo è stato seguito dalla premier, Ana Brnabicla quale ha dichiarato che quest’ultima tranche di aiuti rappresenta un vero messaggio di solidarietà. Nello specifico, Brnabic ha rivelato che le dotazioni sanitarie e l’assistenza è stata fornita dalla Cina, ma i costi del trasporto sono stati sostenuti dall’UE e il programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, la UNDP, ha coordinato il trasferimento. 

In linea con ciò, oltre alla premier, erano presenti al momento dell’arrivo degli aiuti l’ambasciatore cinese in Serbia, Chen Bo, il responsabile della delegazione dell’UE di Belgrado, Sem Fabrizi, il rappresentante della sede serba dell’UNDP, Francine Pickup, e alcuni rappresentanti dell’Azienda serba produttrice di acciaio, la HBIS, di proprietà cinese. 

Gli aiuti inviati dalla Cina, nello specifico, consistono in dotazioni sanitarie, mediche, ventilatori polmonari, mascherine, test diagnostici per il coronavirus e tute protettive, in parte acquistati dal governo della Serbia, e in parte donate dalla Cina e dalle aziende cinesi. 

Le relazioni tra la Serbia e la Cina sono sempre più strette da quando Belgrado ha chiesto l’aiuto di Pechino nel fronteggiare l’emergenza da coronavirus.  

Nello specifico, come sottolineato dal The Diplomat, la pandemia si è rivelata un’opportunità per portare avanti sfide diplomatiche. In particolare, se il peggioramento delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Cina ha riscosso l’attenzione dei media, gli sforzi di Pechino per sostenere i Paesi minori non sono stati oggetto di grande copertura. Tali Paesi sono caratterizzati da cifre ridotte di casi confermati di coronavirus, ma al tempo stesso da un maggiore bisogno di aiuti, date le loro scarse dotazioni.  

In tale contesto, gli aiuti inviati dalla Cina alla Serbia sottolineano due punti principali. Il primo punto è lo sfruttamento da parte di Pechino del coronavirus per ridisegnare la sua reputazione in quanto attore internazionale responsabile. Il secondo punto, invece, è un profondo rafforzamento delle relazioni con Belgrado. 

Nel corso del tempo, la relazione tra la Cina e la Serbia è cambiata più volte, sia a causa di cambiamenti del contesto internazionale, sia in virtù dell’evoluzione del sistema politico interno di entrambi i Paesi. Tuttavia, nell’ultimo decennio, i legami tra Belgrado e Pechino si sono intensificato.  

Nel 2009, Serbia e Cina hanno firmato un accordo di partnership strategica, successivamente rinnovato nel 2016, quando è diventato un accordo omnicomprensivo di partnership strategica. Dopo un anno, i due Paesi hanno approvato un regime di esenzione reciproca dal visto e, a partire da quel momento, Cina e Serbia hanno siglato numerosi accordi economici che ampliano la portata della Nuova Via della Seta ai Balcani occidentali. Ad esempio, rientra tra tali accordi il progetto sulla rete ferroviaria che collega Belgrado a Budapest e una nuova rete metropolitana nella capitale serba. Tuttavia, nel corso dell’ultimo decennio, l’influenza cinese in Serbia è cresciuta anche dal punto di vista culturale, politico, ma anche tecnologico, soprattutto dopo l’installazione delle videocamere di sorveglianza fornite dal colosso cinese delle telecomunicazioni, Huawei. 

Per quanto riguarda il lato economico, l’interscambio commerciale è cresciuto negli ultimi anni, triplicandosi dal 2005 al 2016. Tuttavia, sottolinea il Diplomat, la relazione è del tutto sbilanciata e, nel 2018, la Cina si è rivelata il terzo esportatore in Serbia, dopo la Germania e l’Italia. 

Tuttavia, non si deve tralasciare l’intenzione della Serbia di entrare nell’Unione Europa, con cui tuttavia i rapporti sembrano essere in tensione a causa della risposta europea all’emergenza da coronavirus segnalata da Belgrado. L’appello del presidente serbo, Aleksandar Vucic, è però stato accolto da Pechino, la quale, al tempo stesso, ha sfruttato l’invio di aiuti alla Serbia per disseminare informazioni in merito alla solidarietà della Cina, come dimostrato dall’apertura di un apposito account Twitter da parte dell’ambasciatore cinese in Serbia e altri diplomatici. 

Anche altri Stati e organizzazioni hanno inviato aiuti alla Serbia, come la Norvegia, l’UNICEF, l’Unione Europea stessa, ma con minore risonanza mediatica. Al contrario, i media cinesi hanno amplificato la portata dell’apprezzamento da parte di Vucic dell’aiuto fornito dalla Cina, evidenziando al tempo stesso la sua frustrazione nei confronti del mancato sostegno ricevuto dall’UE. 

Ciò, sottolinea il Diplomat, è riecheggiato nei media cinesi con l’intenzione di promuovere il ruolo della Cina quale grande potenza internazionale che contribuisce all’economia e alla salute mondiale. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale 

Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.