Il coronavirus minaccia la democrazia in Ungheria

Pubblicato il 27 marzo 2020 alle 12:47 in Europa Ungheria

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In Ungheria, una bozza di legge sulle misure per fronteggiare l’emergenza da coronavirus ha allarmato gli esperti sulla nascita di una “dittatura” nel centro dell’Europa. 

È quanto rivelato, venerdì 27 marzo, da Agence France Presse, ripreso da France24, il quale ha specificato che le paure degli esperti consistono nell’assunzione di poteri illimitati da parte del premier, Viktor Orban. 

Nello specifico, uno dei membri del German Council for Foreign Relations, con sede a Berlino, Milan Nic, ha sottolineato come le misure proposte da Orban non siano in linea con quanto adottato nel resto dell’Europa, il che rende l’Ungheria “un caso speciale”. 

Più nel dettaglio, dopo aver proclamato lo stato di emergenza lo scorso 11 marzo, Orban è in attesa del voto del Parlamento di Budapest, programmato per martedì 31 marzo, sulla proposta di legge per estendere a data da destinarsi lo stato di emergenza e consentire al premier di governare per decreto. 

Se il Parlamento, dove il partito di Orban, Fidesz, ha la maggioranza assoluta, approva la legge proposta dal governo con la maggioranza dei due terzi, Orban potrebbe di fatto avere potere illimitato. In aggiunta, la misura proposta dall’esecutivo consentirebbe lunghe pene detentive per chi pubblica fake news sul coronavirus e sulle misure del governo. Ciò ha innalzato nuove preoccupazioni in merito alle minacce alla libertà di stampa, già riecheggiate nel corso dei 10 anni di mandato di Orban. 

Durante i suoi anni di premiership, sottolinea il France24, Orban ha trasformato l’Ungheria in molteplici livelli, sia politico, sia giudiziario, sia costituzionale. Il premier di Budapest ha anche avuto divergenze con le istituzioni europee, le organizzazioni non governative e gli attivisti per la tutela dei diritti dei cittadini, principalmente per via delle sue politiche in materia di immigrazione, democrazia e stato di diritto. È in linea con ciò che Budapest è stata richiamata da Bruxelles per aver infranto i valori fondanti dell’Unione Europea.  

In tale contesto, un ex giornalista ungherese rifugiato in Austria, Paul Lendvai, ha sottolineato come fino ad ora quello di Orban sia stato uno “Stato ibrido”, a metà tra la democrazia e la dittatura. La paura di Lendvai, tuttavia, è che le nuove misure di Orban possano dar vita alla “prima dittatura dell’Unione Europea”.  

Anche un professore di diritto dell’Università ELTE di Budapest, Zoltan Fleck, ha dichiarato che le condizioni in cui si trova l’Ungheria rende il conferimento di poteri speciali al premier più pericoloso che altrove. In particolare, ha dichiarato Fleck, in uno Stato già debole a livello costituzionale, diventa molto rischioso dare maggiori poteri. 

Tale posizione, in aggiunta, riecheggia anche nel Parlamento europeo. A tale riguardo, il parlamentare europeo del partito conservatore austriaco OeVPOthmar Karas, ha dichiarato di ritenere che le ultime mosse di Orban lo stiano ponendo sullo stesso percorso intrapreso dal “presidente autoritario turco”, Recep Tayyip Erdogan, il quale è un alleato del premier ungherese. 

Da parte sua, Orban smentisce costantemente le accuse, dichiarando di essere semplicemente un classico conservatore. Anche in merito all’ultima proposta di legge, il premier di Budapest ha dichiarato, in risposta alle critiche avanzate dal Consiglio di Europa, di leggere interamente il documento presentato al Parlamento ungherese, prima di giudicare le sue decisioni. 

Anche i sostenitori del governo di Orban sostengono che ampliare i poteri del premier sia necessario alla luce della crisi attuale e dell’emergenza sanitaria da coronavirus.  

Parallelamente, il governo ha accusato l’opposizione di essere dalla parte del virus, dato che impediscono l’adozione delle misure necessarie per sconfiggerlo. 

Intanto il governo procede con l’annuncio di nuove misure restrittive per i cittadini. Nello specifico, venerdì 27 marzo, Orban ha annunciato la messa in stato di quarantena totale del Paese a partire da sabato 28. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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