Coronavirus: lo scontro tra Europa del Nord e del Sud

Pubblicato il 27 marzo 2020 alle 20:37 in Europa Paesi Bassi

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Il 27 marzo, il primo ministro olandese, Mark Rutte, ha dichiarato che i disaccordi tra i Paesi dell’Europa meridionale e settentrionale su come rispondere al coronavirus non sono insormontabili, dopo essere stato accusato d’insensibilità di fronte alla grave crisi. 

L’Italia e la Spagna hanno accusato i Paesi Bassi di insensibilità, poichè Rutte sostiene che il rispetto delle rigide condizioni finanziarie, per accedere ai fondi d’emergenza, debba rimanere una priorità e si oppone all’ipotesi di un debito collettivo condiviso, come gli Eurobond. Il 27 marzo, tuttavia, il premier olandese ha fatto un piccolo passo indietro, ma ha comunque ribadito che gli strumenti di emergenza dell’UE, come il meccanismo di stabilità europeo, dovrebbero essere usati con parsimonia perché “non ci sono così tanti assi rimasti nella manica”. Il premier ha anche ribadito che l’emissione di Eurobond sia da escludere. Questi, secondo Rutte, non rientrerebbero nella visione dell’euro e non sarebbero positivi per Paesi come Paesi Bassi e Germania.

I leader dell’UE hanno tenuto una serie di incontri su come combattere la diffusione della malattia COVID-19 e sostenere l’economia del blocco, nell’ultima settimana, compresa una conferenza telefonica la sera del 26 marzo. Gli Stati dell’Europa meridionale si sono lamentati del fatto che i 27 leader nazionali del blocco non sono riusciti a concordare un maggiore sostegno per le loro economie, che sono state duramente colpite dalla malattia. I Paesi Bassi sono stati accusati da Italia, Spagna e Portogallo di essere insensibili nel chiedergli di rispettare rigide condizioni finanziarie per l’uso dei fondi di emergenza durante un periodo di così profonda crisi.

“Ieri sera, durante la videoconferenza, c’erano differenze di opinione tra un numero di Paesi più settentrionali e un numero di Paesi meridionali lungo le linee di demarcazione conosciute, ma nulla che non può essere risolto”, ha commentato tale situazione Rutte, il 27 marzo. Non vi è dubbio che le economie europee stiano soffrendo a causa della crisi e che sia necessaria un’azione, ha poi affermato. “Solo, quello che vogliamo fare è mantenere una certa logica l’uno con l’altro su come si aiutano quei Paesi. In questo momento non c’è una richiesta concreta”, ha specificato. Il premier ha poi ribadito che gli olandesi non supportano l’emissione di Eurobond o di un debito collettivo condiviso dal blocco. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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