Siria: Ankara continua a mobilitarsi nel Nord-Ovest

Pubblicato il 26 marzo 2020 alle 15:58 in Siria Turchia

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La Turchia continua a rafforzare la propria presenza nella regione siriana Nord-Occidentale di Idlib. Una delle ultime postazioni è stata istituita il 26 marzo presso il villaggio di al-Kafir, nei pressi della strada internazionale M4.

A darne notizia, il quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, il quale ha specificato che la nuova postazione militare turca è situata nel distretto di Jisr al-Shughur, nell’Ovest di Idlib, dove, il 24 marzo, vi è stata un’esplosione per mano di gruppi tuttora sconosciuti, che ha causato ingenti danni materiali nell’intera zona. Nonostante ciò, Ankara ha inviato decine di veicoli militari, i quali vanno ad aggiungersi ai 50 già arrivati nei giorni precedenti, dal 23 marzo, tutti diretti verso il Nord-Ovest della Siria e comprendenti sia carri armati sia altri tipi di armamenti. Sono tre, poi, le nuove postazioni istituite di recente dalla Turchia nel distretto di Jisr al-Shughur.

Il tutto avviene mentre Idlib assiste ad una fase di tregua apparente, violata da sporadici bombardamenti condotti sia dall’esercito del regime, legato al presidente Bashar al-Assad, sia dalle forze di opposizione. Questi hanno riguardato perlopiù i villaggi situati presso Jabal al-Zawiya, la periferia Ovest di Aleppo e Hama e le aree rurali settentrionali di Latakia. Tuttavia, il timore di una ripresa di scontri e bombardamenti aumenta di giorno in giorno.

Il cessate il fuoco vige da più di venti giorni e, nello specifico, dal 5 marzo scorso, data in cui il presidente russo, Vladimir Putin, ed il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, alla presenza dei ministri degli Esteri di entrambi i Paesi, hanno stabilito l’interruzione dei combattimenti nel Nord-Ovest della Siria. Oltre alla tregua, le parti hanno concordato l’istituzione di un corridoio umanitario da porsi lungo una delle principali autostrade che percorrono la provincia di Idlib, da Est a Ovest, e l’organizzazione di pattuglie congiunte, il cui avvio, previsto per il 15 marzo, è stato bloccato dalle proteste di ribelli e civili. Queste interessano, in particolare, la strada M4, che collega Aleppo e Latakia, partendo dal villaggio di Trumba, situata ad Ovest della strategica città di Saraqib, per poi dirigersi verso il villaggio di Ain al Havr. Tuttavia, secondo quanto riferito da fonti locali, fino al 16 marzo, gruppi di attivisti hanno continuato ad organizzare sit-in nel Sud di Idlib, con l’obiettivo di ostacolare il passaggio delle pattuglie russo-turche.

La Turchia, dal canto suo, è in attesa di poter svolgere a pieno le operazioni di pattugliamento, in collaborazione con la Russia, previste dall’intesa del 5 marzo. A tal proposito, il 23 marzo, il Ministero della Difesa turco aveva riferito che le pattuglie turche si erano dirette verso Saraqib e il villaggio di Neirab, nell’Est di Idlib, mentre da parte russa erano giunte notizie di una limitazione delle attività a causa degli ostacoli posti dagli estremisti.

Il conflitto civile in Siria è oramai entrato nel suo decimo anno. Le tensioni hanno avuto inizio il 15 marzo 2011 e da allora non si sono più placate. In tale quadro, la Turchia si è posta a fianco dei ribelli, il cui obiettivo è rovesciare il regime di Assad. Quest’ultimo, a sua volta, viene sostenuto da Mosca. Inoltre, Ankara detiene il controllo di più di 15 postazioni nel solo governatorato di Idlib, l’ultima roccaforte posta sotto il controllo delle forze di opposizione e al centro di una violenta offensiva sin dal mese di aprile 2019. Prima della tregua del 5 marzo, Ankara aveva dato avvio all’operazione “Spring Shield”, esortando le forze di Assad a ritirarsi dalla zona di de-escalation, nel Nord-Ovest della Siria. La nuova offensiva faceva seguito alla morte di circa 34 soldati turchi, deceduti a causa di un raid siriano a Idlib, il 27 febbraio. Un episodio che aveva fatto temere un ulteriore esacerbarsi delle tensioni, sebbene sia Ankara sia Mosca si fossero dette contrarie ad un conflitto diretto sul suolo siriano. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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