Scontro Trump-Trudeau sull’esercito al confine tra USA e Canada

Pubblicato il 26 marzo 2020 alle 18:33 in USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha intenzione di schierare 1.000 soldati al confine con il Canada, per assicurare il rispetto della chiusura dei confini. Il premier canadese, Justin Trudeau, tuttavia, si è opposto a tale misura, definendola non necessaria. 

La proposta di Trump è stata resa nota da due funzionari della Casa Bianca. Il 26 marzo, il premier canadese ha avvertito Washington che una tale mossa sarebbe inutile e danneggerebbe le relazioni tra i due Paesi. “Un passo del tutto inutile che considereremmo dannoso per le nostre relazioni”, ha specificato la vice premier canadese, Chrystia Freeland, ai giornalisti durante una conferenza stampa. La donna ha aggiunto di aver sentito parlare per la prima volta di piani per schierare truppe “un paio di giorni fa”, e ha sottolineato che il Canada ha chiarito la sua posizione a vari membri dell’amministrazione statunitense.

In precedenza, lo stesso primo ministro aveva scoraggiato la militarizzazione del confine. “Il Canada e gli Stati Uniti hanno il confine non militarizzato più lungo del mondo ed è nell’interesse di entrambi che rimanga tale”, ha dichiarato Trudeau. “Abbiamo discusso con gli Stati Uniti a questo riguardo”, ha poi aggiunto, senza specificare i dettagli. Trump aveva comunicato, il 17 marzo, che “di comune accordo” il confine tra Canada e USA sarebbe stato chiuso al traffico “non essenziale”, per limitare la possibilità di contagio, a causa del coronavirus.

Il commercio, aveva affermato il presidente degli USA su Twitter, non è interessato dal decreto. Da parte sua, il primo ministro canadese, Justin Trudeau, aveva dichiarato, in una conferenza nella sua casa, il 17 marzo, che aveva concordato con Trump la misura. “I viaggiatori non saranno più autorizzati ad attraversare il confine per svago e turismo”, aveva riferito Trudeau. “In entrambi i nostri Paesi, stiamo incoraggiando le persone a rimanere a casa, stiamo dicendo ai nostri cittadini di non visitare i loro vicini a meno che non debbano assolutamente farlo. Questa misura collaborativa e reciproca è un’estensione di questo approccio prudente”, aveva aggiunto il premier. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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