La Turchia denuncia un attacco letale dei curdi dall’Iraq

Pubblicato il 26 marzo 2020 alle 16:20 in Iraq Turchia

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Il Ministero della Difesa di Ankara ha reso noto che 2 soldati turchi sono stati uccisi e altri 2 sono rimasti feriti dopo un attacco lanciato dai combattenti curdi, nel Nord dell’Iraq. 

In una dichiarazione pubblica, la sera del 25 marzo, il Ministero ha comunicato che i combattenti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) hanno organizzato un attacco contro le truppe turche. Ankara ha reso noto che, in risposta, l’esercito ha distrutto “gli obiettivi identificati nella regione”. La Difesa turca ha anche affermato che le forze di sicurezza di Ankara hanno “neutralizzato” 8 membri del PKK nel Nord dell’Iraq, a seguito dell’attacco.

Le autorità turche usano spesso la parola “neutralizzato” per indicare che i “terroristi” in questione si sono arresi, sono stati catturati o uccisi. Ankara ha regolarmente condotto attacchi contro le basi del Partito dei Lavoratori del Kurdistan lungo il suo confine meridionale, sostenendo che tale organizzazione utilizzava la zona montagnosa come base per lanciare assalti letali al di là del confine, in Turchia. I militanti del PKK mantengono le loro postazioni nell’Iraq del Nord, nella regione di Qandil, a Sud di Hakurk e a Nord di Erbil. Tale organizzazione faceva anche parte dell’Unità di Protezione Popolare (YPG) in Siria, dove è stata molto attiva nella lotta all’ISIS. Il PKK ha anche una sezione iraniana, il Kurdistan Free Life Party (PJAK), che ha combattuto a fianco di Teheran in numerose occasioni, fin dal 2004.

L’insorgenza del Partito dei Lavoratori del Kurdistan in Turchia è iniziata nel 1984 e aveva lo scopo di rivendicare i diritti della minoranza curda nel Paese. Tuttavia, operazioni di guerrilla e scontri diretti tra forze curde e turche hanno causato la morte di oltre 40.000 persone. Sia Ankara, sia l’Unione Europea e gli Stati Uniti considerano il PKK un’organizzazione terroristica. Inoltre, la Turchia tende a definire molte organizzazioni curde  come “terroristiche” a causa di legami con il PKK. Secondo il Ministero dell’Interno di Ankara, organizzazioni politiche come Partito Democratico del Popolo pro-Curdo (HDP) ha sfruttato le elezioni amministrative del marzo 2019 per far giungere al potere sindaci che erano collegati al Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Di conseguenza, Ankara ha avviato una campagna di arresti. Da parte sua, l’HDP ha dichiarato che le detenzioni sono avvenute sulla base di mandati “fondati su menzogne e motivazioni illecite”.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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