Kosovo: cade il governo di Kurti

Pubblicato il 26 marzo 2020 alle 12:37 in Europa Kosovo

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Il Parlamento del Kosovo ha approvato la mozione di sfiducia nei confronti del premier, Albin Kurti. 

È quanto rivelato, giovedì 26 marzo, da European Western Balkans, il quale ha specificato che il voto di sfiducia si è tenuto il giorno precedente. A partire dal 26 marzo stesso, il presidente, Hashim Thaci, dovrà avviare le consultazioni con il primo partito del Paese, Vetevendosje, lo stesso di Kurti, per individuare una nuova figura. Fino a quando non sarà individuato un nuovo premier, il Kosovo avrà un governo tecnico. 

La sfiducia è stata votata a favore da 82 parlamentari, a fronte di 32 voti contrari e una astensione. Tutti i membri dell’altro partito di coalizione, LDK, promotore della sfiducia, insieme al partito democratico e alla lista della comunità serba hanno votato a favore della sfiducia.  

Secondo quanto riportato, nel corso della discussione della sfiducia è stato posto l’accento da parte del partito di Kurti in merito alla proclamazione dello stato di emergenza per proporre uno scambio territoriale con la Serbia. In aggiunta, LDK e l’opposizione hanno accusato Kurti di autoritarismo, di mancato rispetto dell’accordo di coalizione e di deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti. 

Nel corso della votazione, i cittadini kosovari hanno protestato contro i parlamentari, accusati di occuparsi della mozione di sfiducia anziché dell’emergenza da coronavirus.  

La mozione di sfiducia nei confronti di Kurti era stata presentata al Parlamento lo scorso 21 marzo e annunciata dal leader dell’LDK, Isa Mustafa, dopo che il premier aveva rimosso inaspettatamente dall’incarico il ministro dell’Interno, Agim Veliu, membro dell’LDK, il 18 marzo. Veliu era stato sfiduciato dal premier il 18 marzo per aver “diffuso il panico” nella popolazione sul coronavirus. Mustafa aveva in tale occasione ribadito di non essere stato consultato dal suo alleato di coalizione prima di procedere con tale decisione, la quale è stata, aveva specificato il leader dell’LDK, del tutto arbitraria.       

Tale mossa del partito di KurtiVetevendosje, secondo quanto dichiarato dal leader dell’LDK, Isa Mustafa, ha violato numerosi punti dell’accordo di governo, già in crisi a causa delle divergenze sulla rimozione dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia.     

In tale contesto, Mustafa aveva dichiarato che Kurti non collabora con l’LDK e prende decisioni in grado di compromettere le relazioni con gli Stati Uniti. Per tale ragione, la mozione di sfiducia si rivela necessaria, a detta del leader dell’LDK, data l’intenzione del partito di salvaguardare le relazioni con Washington.      

Per quanto riguarda i dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia, causa di stallo delle relazioni tra Pristina e Belgrado, erano stati imposti il 21 novembre 2018, il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, ostacolata dalla Serbia, accusata di aver condotto propaganda negativa contro Pristina. Da parte sua, la Serbia ritiene che le tariffe al 100% imposte dal Kosovo violino gli accordi regionali in merito alla libertà di movimento e di scambio, motivo per cui, come dichiarato dal presidente di Belgrado, Aleksandar Vucic, il dialogo tra i due Paesi non potrà riprendere prima del ritiro dei dazi da parte di Pristina.    

Tuttavia, il 21 marzo, Kurti aveva annunciato la decisione dell’esecutivo di rimuovere totalmente fino all’1 aprile i dazi sulle materie prime. Allo scadere del termine, il governo si sarebbe riunito nuovamente per votare sulla rimozione dei dazi anche sugli altri beni, il che avrebbe comportato l’adozione di misure di reciprocità con gli altri due Paesi. Sia la Francia sia la Germania avevano accolto con favore la decisione di Kurti di ritirare i dazi sulle materie prime, considerato un segnale per la disponibilità a riavviare il dialogo con Belgrado. La rimozione di tali dazi è stato definito un primo passo nella giusta direzione, nell’ottica dell’annullamento totale delle tariffe entro il 1° aprile. 

Dall’altra parte, gli Stati Uniti, che come l’UE intendono fare da mediatore nella normalizzazione delle relazioni con la Serbia, hanno invece accolto con favore la mozione di sfiducia nei confronti nel premier, Albin Kurti, accusato di increspare i rapporti con Washington.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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