Gli USA impongono nuove sanzioni contro l’Iran

Pubblicato il 26 marzo 2020 alle 20:31 in Iran USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno imposto una nuova serie di sanzioni contro l’Iran, il 26 marzo, ai danni di persone e società presumibilmente legate ai Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC).

Le nuove sanzioni riguardano le aziende irachene e iraniane che il Dipartimento del Tesoro statunitense ha accusato di agire per conto della Quds Force, un corpo speciale d’élite dell’IRGC. Le società comprendono l’Organizzazione per la Ricostruzione dei Santuari in Iraq (ROHSI) e la Kosar Company, una azienda irachena ad essa associata. I due gruppi costruiscono e mantengono siti sacri sciiti, ma Washington afferma che sono, in realtà, controllate dalla Quds Force. Il Ministero del Tesoro degli USA ha anche accusato l’IRGC di “probabili appropriazioni indebite di donazioni pubbliche”, che erano dirette ai santuari sciiti in Iraq, per integrare il proprio bilancio.

Inoltre, Washington ha inserito nella lista nera anche la Al Khamael Maritime Services, una compagnia di navigazione con base in Iraq che starebbe facilitando la vendita di petrolio iraniano. Ai cittadini statunitensi è ora vietato fare affari con le aziende interessate e gli eventuali beni delle società presenti negli Stati Uniti sono congelati. Le nuove sanzioni colpiscono anche diversi individui iracheni e iraniani, tra cui lo Shaykh Adnan al-Hamidawi, comandante del gruppo paramilitare iracheno, Kataib Hezbollah. Washington accusa al-Hamidawi di aver intimidito i politici iracheni che non hanno sostenuto l’espulsione delle truppe statunitensi dal Paese. 

Anche il 19 marzo, gli Stati Uniti avevano imposto nuove sanzioni contro 5 società, per rapporti commerciali con l’Iran. Tali decisioni mostrano che Washington non ha alleggerito la sua campagna di massima pressione contro Teheran, nonostante gli appelli della Cina e di altri Stati ad allentare la tensione, per motivi umanitari legati allo scoppio del coronavirus. L’Iran è il Paese più colpito dalla pandemia in Medio Oriente e ha riportato quasi 30.000 casi di Covid-19 e oltre 2.200 morti.

Il clima particolarmente teso tra Washington e Teheran è dovuto ad alcune vicende susseguitesi a partire dal 2018. In primo luogo, è necessario citare la decisione del presidente degli Stati Uniti, dell’8 maggio 2018, di ritirarsi unilateralmente dall’accordo sul nucleare iraniano, raggiunto nel 2015. Ciò ha causato l’imposizione di sanzioni contro Teheran ed un successivo inasprimento delle relazioni tra USA e Iran, a fronte delle possibili conseguenze economiche.

Le tensioni sono poi cresciute a cavallo tra il 2019 ed il 2020 e la situazione è degenerata quando, nelle prime ore dell’8 gennaio, due basi situate nelle regioni irachene di Erbil e al-Anbar, che ospitavano soldati statunitensi, sono state colpite da una serie di missili. Questi erano stati lanciati da Teheran per rivendicare la morte del generale della Quds Force, Qassem Soleimani, avvenuta il 3 gennaio scorso. L’attacco non ha causato vittime, ma, a detta del Pentagono, circa 100 soldati statunitensi hanno ripotato lesioni cerebrali.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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