Coronavirus: Spagna allunga stato di allerta fino al 12 aprile

Pubblicato il 26 marzo 2020 alle 12:36 in Europa Spagna

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Lo stato di allerta continuerà in Spagna fino al 12 aprile con la popolazione confinata e le attività ridotte al minimo essenziale. Il Congresso ha ratificato l’estensione del decreto che il governo aveva approvato il 14 marzo scorso, con ampio sostegno da parte di destra e sinistra con 321 voti e l’astensione annunciata degli indipendentisti catalani, baschi e galleghi (28). Il presidente Pedro Sánchez ha insistito sul fatto che il paese ha adottato le misure restrittive più severe di fronte a un’epidemia che non si placa e ha chiesto “tempo, unità e lealtà”. Nonostante gli abbia dato il suo sostegno, il leader dell’opposizione popolare, Pablo Casado, ha risposto con forti critiche alla gestione del governo.

La sessione plenaria speciale sulla crisi del coronavirus, che ha avuto inizio con il dibattito su altri decreti alle tre del pomeriggio di mercoledì 25 marzo e si è conclusa con il supporto per l’estensione dello stato di allerta, si è svolta in una camera quasi vuota (solo 43 deputati hanno partecipato) e con la sensazione che potrebbe non essere l’ultima volta che il Congresso si riunisce in queste circostanze. L’epidemia continua a crescere in Spagna e il picco più alto sembra non essere stato ancora raggiunto.

Martedì 23 il governo ha deciso di proporre una proroga di due settimane all’allerta iniziale, una decisione che Sánchez ha difeso di persona a tarda notte al Congresso. Il presidente ha spiegato dettagliatamente il gran numero di misure, piani di sostegno e azioni concordati finora e ha ripetutamente chiesto “tempo, lealtà e unità” sia ai partiti sia alla società per affrontare questa fase critica e senza precedenti. “È ora di adattare il sistema sanitario e di sviluppare un vaccino contro il virus” – ha affermato.

Il leader dell’opposizione, Pablo Casado, nel suo intervento ha ricordato di aver offerto al governo tutto il suo sostegno, ma lo ha immediatamente rimproverato del fatto che, a fronte del più grande trasferimento di poteri che sia mai stato concesso a un capo dell’esecutivo, non sia stato in grado di utilizzarlo. “Gli abbiamo dato tutto ciò che ci ha chiesto, i massimi poteri, ma l’efficacia è stata minima. Le cose non stanno andando bene” – ha continuato il leader del PP, che ha rimproverato a Sánchez che il 16% delle vittime di Covid-19 in tutto il mondo siano spagnoli.

A favore del decreto hanno votato le due formazioni di governo, Partito Socialista e Unidas Podemos, e alcuni partiti che offrono a Sánchez appoggio esterno: Más País, Compromís, Partito Nazionalista Basco, Nueva Canarias, Teruel existe. A favore tutta l’opposizione di destra e centro destra: Partito Popolare, Vox, Ciudadanos, Navarra Suma e Coalición Canaria. Sì anche dagli ex alleati di Sánchez del Partito Regionalista della Cantabria. 

Ad oggi sono registrati in Spagna 56.188 casi di Covid-19, di cui 4.089 deceduti e 7.015 guariti. Il Paese iberico è secondo così solo all’Italia per numero di decessi, superando anche la Cina dove la pandemia ha avuto inizio. A preoccupare gli esperti non solo l’esponenziale aumento del contagio, il 25 marzo sono stati registrati quasi 8000 nuovi casi e 738 morti (oltre 1400 casi e 224 decessi in più rispetto al giorno precedente, un aumento del 18%), ma anche l’espansione territoriale del contagio, con la Catalogna, che ora conta 11.592 casi, come nuovo focolaio principale dopo Madrid (17.166). 

 

di Redazione

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