Coronavirus: Slovacchia approva il piano sul controllo dei telefoni

Pubblicato il 26 marzo 2020 alle 13:18 in Europa Slovacchia

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Il Parlamento della Slovacchia ha approvato la proposta di legge sul controllo dei dati telefonici per il monitoraggio del rispetto delle misure restrittive adottate alla luce del coronavirus. 

È quanto rivelato, mercoledì 25 marzo, dal Financial Times, il quale ha altresì specificato che la legge consente il controllo dei telefoni fissi e mobili dei soggetti risultati positivi al coronavirus, al fine di assicurare il rispetto della quarantena. 

Nello specifico, la misura approvata consentirà all’Ufficio della Pubblica Sanità di accedere ai dati della localizzazione dei telefoni cellulari, al fine di contenere la diffusione del virus. I funzionari della Slovacchia hanno dichiarato di aver adottato tale provvedimento sulla base del modello già in atto a Singapore, nella Corea del Sud e a Taiwan, dove il tracciamento dei movimenti delle persone ha avuto un forte impatto sul contenimento del virus. 

La misura ha causato lo scontento popolare, ma per rispondere alle critiche degli elettori, il governo è stato costretto a specificare che sarà solo un pacchetto limitato di dati ad essere raccolto dalle autorità e che potrà essere utilizzato solo ai fini del contenimento della pandemia e solo dall’ufficio della Sanità pubblica. In aggiunta, la misura sarà valida fino al 31 dicembre. Tali rassicurazioni giungevano in seguito alle critiche sui danni ai diritti in materia di privacy dei cittadini. 

Da parte sua, l’ex premier, Peter Pellegrini, ha sollevato il dubbio che i dati raccolti possano essere utilizzati per secondi fini, dichiarando altresì che la misura rappresenta una mossa estrema, la quale può essere giustificata solo in caso di emergenza e solo per i cittadini risultati positivi al coronavirus o sottoposti ad isolamento. 

Anche il ministro della Giustizia della Slovacchia, Maria Kolikova, ha dichiarato che la misura va ben oltre ciò che può essere considerato come accettabile in condizioni normali, ma ha altresì aggiunto che alla luce della diffusione del virus, il diritto alla privacy può essere considerato secondario. 

In aggiunta, Kolikova ha dichiarato che ciò vale anche per altri diritti, come per quello di parola, i quali devono in queste circostanze essere limitati per proteggere la salute e la vita dei cittadini. 

La legge approvata in Slovacchia richiama il dibattito attualmente in corso in Europa in merito alle preoccupazioni sulla tutela del diritto alla privacy.  

In Germania, ad esempio, vi è forte ostilità alle misure che intaccano il diritto alla privacy dei cittadini, come mostrato con il ritiro da parte del governo della misura volta a utilizzare mezzi tecnologici per risalire alle persone con cui i cittadini positivi al coronavirus potevano avere avuto contatti nei giorni dell’incubazione. 

Diversamente, in Serbia, il presidente, Aleksandar Vucic, ha annunciato apertamente di aver posto sotto controllo i cittadini con numeri telefonici italiani, mentre la Repubblica Ceca sta pensando di lanciare un programma di “quarantena smart” a partire da aprile. 

Anche in Polonia, il premier, Mateusz Morawiecki, ha dichiarato, martedì 24 marzo, di voler introdurre sistemi elettronici volti a garantire il rispetto delle misure di quarantena, tuttavia, l’opposizione si è detta scettica e l’esecutivo non ha ancora fornito i dettagli del proprio piano. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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