Il Ciad rafforza la sicurezza dopo l’attentato più letale della sua storia

Pubblicato il 26 marzo 2020 alle 14:17 in Africa Ciad

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Il Ciad ha schierato truppe aggiuntive nel Paese per aumentare la sicurezza dopo l’ultimo attentato di Boko Haram, nel quale sono rimasti uccisi 92 soldati dell’esercito. L’attacco, il più letale di sempre contro i militari ciadiani, è stato condotto, martedì 24 marzo, in un villaggio dell’isola di Boma, nei pressi del lago Ciad. Qui, gli eserciti di Ciad, Nigeria e Niger combattono da anni contro le organizzazioni terroristiche locali. Dal 2012, i Paesi della regione sono uniti nella Forza multinazionale congiunta, una coalizione regionale impegnata a scacciare i terroristi dalla zona con l’aiuto dei residenti locali organizzati in gruppi di vigilanza.

Commentando l’attentato di martedì, il presidente ciadiano, Idriss Deby, ha dichiarato, in conferenza stampa: “Ho assistito a molte operazioni ma mai nella nostra storia abbiamo perso così tanti uomini contemporaneamente”. Solo qualche ora prima, in Nigeria, altri 70 soldati erano stati uccisi in un’imboscata guidata da militanti appartenenti all’organizzazione di Boko Haram. Gli insorti avevano sparato granate a propulsione contro un camion che trasportava le truppe vicino al villaggio di Gorgi, nello stato del Borno. 

Boko Haramè attivo dal 2009 in diversi Paesi dell’area centro-africana In particolare, la regione del Lago Ciad, che si estende attraverso Nigeria, Niger, Ciad e Camerun, è la roccaforte di una tra le maggiori fazioni dell’organizzazione, ovvero lo Stato Islamico nella Provincia dell’Africa Occidentale (ISWAP). Dal 2009 ad oggi, la violenza nella regione ha provocato la morte di almeno 30.000 persone e ha costretto circa 2 milioni di cittadini ad abbandonare le loro case. I jihadisti di ISWAP e Boko Haram prendono spesso di mira i soldati e gli avamposti militari. Tuttavia, sono soliti colpire anche i mercati e i luoghi affollati e rapiscono di frequente donne e bambine per costringerle ad arruolarsi. A giugno, le truppe dell’esercito dell’Africa Occidentale hanno ucciso circa 42 sospetti islamisti in una battaglia nei pressi del Lago Ciad, realizzando la più efficace offensiva antiterroristica nell’area degli ultimi 6 mesi.

Il Ciad è uno Stato dell’Africa centrale semidesertico e senza alcuno sbocco al mare, circondato da Paesi caratterizzati da forti instabilità, quali Libia, Sudan, Repubblica Centrafricana, Camerun, Nigeria e Niger. Da quando ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia, nel 1960, la storia del Ciad è stata caratterizzata dalla violenza, causata soprattutto dalle tensioni tra i cittadini arabi-musulmani, concentrati nel nord del Paese, e la maggioranza di cristiani e animisti che, invece, vivono nel sud. Nonostante nel 2003 sia iniziata la produzione petrolifera, grazie al completamento di un condotto che collega il Ciad alla costa atlantica, le autorità di N’Djamena, guidate dal presidente Idriss Déby e dal premier Alber Pahimi Padacké, continuano a faticare per cercare di ridurre il tasso di povertà, e per migliorare le condizioni sociali dei cittadini.

La situazione umanitaria è ulteriormente aggravata dalle offensive di Boko Haram, i cui militanti continuano a uccidere civili e a distruggere le abitazioni locali. La violenza dei terroristi ha contribuito ad aumentare il numero di sfollati interni, peggiorando nettamente le condizioni di vita degli abitanti della regione. Il Global Terrorism Index 2019 ha inserito il Ciad al 38esimo posto nella lista dei 163 Paesi di cui è stato misurato l’impatto della minaccia terroristica, con un indice pari a 4,7. Il 22 marzo 2019, Boko Haram aveva compiuto l’attacco più mortale commesso fino ad allora contro le forze di sicurezza del Ciad, uccidendo circa 23 soldati presso Dangdala, in prossimità del lago Ciad.

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Chiara Gentili

di Redazione

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