L’India ordina a tutti i cittadini di stare a casa

Pubblicato il 25 marzo 2020 alle 12:33 in Asia India

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha ordinato a 1,3 miliardi di cittadini di rimanere in casa per le prossime 3 settimane, il 25 marzo, sostenendo che sia l’unico modo per evitare il disastro. 

Folle di persone hanno affollato i negozi per fare scorta di cibo e medicine nelle ore prima che le restrizioni entrassero in vigore, a mezzanotte del 25 marzo, anche se Modi ha specificato che i beni essenziali saranno disponibili per tutto il blocco. Altre persone, tra cui braccianti e operai diurni, sono tornati nelle proprie case dalle grandi città, molti camminando perché anche i mezzi pubblici sono stati fermati. Molte persone sono preoccupate dalla difficoltà di reperire farmaci. 

Inoltre, i fotografi di Reuters hanno assistito a diversi casi di poliziotti indiani che hanno colpito la gente per strada con dei bastoni, perchè non rispettavano le misure. Un autista di risciò, che ha mostrato lividi al polpaccio, ha affermato che stava sfidando il blocco perché non era in grado di nutrire i suoi 4 figli senza lavorare. Il Ministero degli Interni non ha risposto a una richiesta di commento sull’episodio. Al 25 marzo, l’India ha rilevato 606 infetti e ha registrato 10 decessi. I numeri sembrano bassissimi rispetto a quelli in Cina, Italia e Spagna, ma gli esperti sanitari hanno avvertito che il Paese affronterà un’ondata severa di infezioni se non verranno portate avanti misure rigorose, a causa della sovrappopolazione. 

Il governo aveva ordinato alle compagnie aeree commerciali di chiudere i voli domestici il 24 marzo per cercare di contenere il coronavirus. L’anno scorso circa 144 milioni di persone hanno viaggiato con voli nazionali. I viaggi in treno, molto frequenti e sovraffollati in India, sono già stati sospesi dopo che migliaia di persone, per lo più lavoratori pendolari, avevano riempito le stazioni ferroviarie per tornare a casa, mentre le attività commerciali chiudevano. Il primo ministro Modi, in tale occasione, ha affermato che molti indiani non prendono sul serio il blocco. “Per favore, salvatevi, salvate le vostre famiglie, seguire le istruzioni sul serio”, aveva scritto su Twitter.

Intanto, il 19 marzo, Nuova Delhi aveva già chiuso gli aeroporti ai voli internazionali, limitato le riunioni pubbliche e sigillato l’ingresso e l’uscita dal Kashmir dopo il primo caso di coronavirus. Nuovi casi in India, Pakistan e Sri Lanka hanno fatto crescere i timori per il virus, con un totale in tutta la regione di 700 casi accertati e 6 morti. Le autorità temono che questi Paesi possano essere particolarmente a rischio qualora il virus inizi a diffondersi localmente, a causa delle scarse infrastrutture sanitarie. L’India, il secondo paese più popoloso del mondo dopo la Cina, ha dichiarato che vieterà l’atterraggio di tutti i voli internazionali commerciali dal 22 marzo per una settimana. Il Paese ha già sospeso i visti per la stragrande maggioranza degli stranieri che cercano di entrare.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.