La Germania accoglie pazienti italiani affetti da coronavirus

Pubblicato il 25 marzo 2020 alle 20:08 in Europa Germania

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Gli ospedali tedeschi hanno accolto i primi pazienti italiani affetti da coronavirus, per supportare l’Italia in questo momento di crisi e “preservare lo spirito europeo”. 

I primi 6 pazienti sono arrivati in Germania il 24 marzo, nello Stato orientale della Sassonia. Lo Stato occidentale del Nord Reno-Westfalia ha annunciato l’intenzione di accogliere altri 10 pazienti italiani nei prossimi giorni. “Abbiamo bisogno di solidarietà oltre confine in Europa”, ha dichiarato il premier dello Stato, Armin Laschet. “Vogliamo preservare lo spirito europeo”, ha aggiunto. Il premier della Sassonia, Michael Kretschmer, ha dichiarato che il governo italiano, dove casi confermati di virus hanno superato i 64.000 e i decessi sono oltre 6.000, ha chiesto supporto e la Germania è stata la prima nazione ad accogliere pazienti dall’alleato europeo.

L’ospedale universitario di Lipsia ha preso in carico 2 pazienti, ha riferito un portavoce, entrambi uomini di 57 anni gravemente malati, che sono stati trasferiti dalla terapia intensiva di Bergamo, la città situata nell’epicentro dell’epidemia italiana, dove i reparti sovraccarichi non hanno strutture e macchinari sufficienti a gestire la crisi. Un vantaggio per la Germania è che i suoi ospedali acquisiranno ulteriore preziosa esperienza nel trattamento dei pazienti affetti da coronavirus prima che il conteggio dei casi gravi nel Paese aumenti, supportando al tempo stesso la vicina Italia. La Germania registra 27.000 casi confermati di coronavirus, ma solo 114 decessi, al momento, e sta usando il tempo prima dell’ondata prevista nelle prossime settimane, per rafforzare la capacità delle terapie intensive. Il governo ha offerto agli ospedali enormi sussidi statali per aiutare ad accelerare i piani sanitari d’emergenza. 

La Germania è stata più rigorosa di altri Paesi dell’UE nei test per il coronavirus, un possibile fattore alla base del tasso di mortalità eccezionalmente basso del Paese. Lo stesso 24 marzo, gli ospedali tedeschi hanno aperto le porte anche a pazienti affetti da coronavirus provenienti dalla Francia. “Abbiamo ancora tre, cinque, sette giorni ma siamo di fronte all’ondata”, ha dichiarato in un’intervista Hartmut Bueckle, portavoce della clinica universitaria di Friburgo, una città vicina al confine francese. “Vogliamo sfruttare questo momento per offrire ai nostri vicini le possibilità che abbiamo ancora, per ora”, ha aggiunto. Thomas Kirschning, medico e coordinatore della terapia intensiva nella città occidentale di Mannheim, ha affermato che la sua clinica ha accolto un paziente francese di 64 anni in fase di recupero da Colmar, dove la capacità di terapia intensiva è stata portata al punto di rottura. “I colleghi in Francia sono sovraccarichi al momento”, ha ribadito Kirschning. “In un momento in cui i nostri vicini hanno urgentemente bisogno di aiuto, vorremmo fare la nostra parte”, ha aggiunto.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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