Kosovo-Serbia: a breve un nuovo vertice

Pubblicato il 25 marzo 2020 alle 19:09 in Kosovo Serbia

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Il presidente della Francia, Emmanuel Macron, e la cancelliera della Germania, Angela Merkel, hanno annunciato la convocazione di un nuovo vertice tra Kosovo e Serbia non appena le condizioni lo permetteranno. 

È quanto rivelato, mercoledì 25 marzo, da European Western Balkans, il quale ha riportato l’annuncio rilasciato il giorno precedente, in modo congiunto, dai Ministeri degli Affari Esteri della Francia e della Germania, i quali hanno altresì sottolineato che il Kosovo ha bisogno di un governo stabile e funzionante per affrontare la crisi in atto. 

In tale contesto, i due Ministeri hanno altresì invitato l’LDK, partito di coalizione insieme a Vetevendosje, a ritirare o a posticipare la mozione di sfiducia nei confronti del governo presentata in Parlamento. 

Da parte loro, sia la Francia sia la Germania hanno accolto con favore la decisione di Kurti di ritirare i dazi sulle materie prime, considerato un segnale per la disponibilità a riavviare il dialogo con Belgrado. La rimozione di tali dazi è stato definito un primo passo nella giusta direzione, nell’ottica dell’annullamento totale delle tariffe entro il 1° aprile. A tal proposito, Parigi e Berlino hanno dichiarato di aspettarsi che la Serbia proceda con quanto richiesto da Pristina in materia di reciprocità. Tale posizione era già stata espressa da Merkel lo scorso 24 marzo quando, al termine di un vertice in videoconferenza, aveva annunciato di sostenere la decisione di Kurti 

Nello specifico, il piano prevede la totale rimozione fino all’1 aprile dei dazi sulle materie prime. Allo scadere del termine, il governo si riunirà nuovamente per votare sulla rimozione dei dazi anche sugli altri beni, il che comporterebbe l’adozione di misure di reciprocità con gli altri due Paesi.    

La disputa tra i due Paesi è considerata da entrambi i Ministeri un affare di sicurezza europea e, per tale ragione, hanno assicurato l’intenzione dell’UE di continuare a guidare il negoziato tra i due Paesi, in coordinamento con partner coinvolti, come gli Stati Uniti. 

Dall’altra parte, Washington ha invece accolto con favore la mozione di sfiducia nei confronti nel premier, Albin Kurti, accusato dall’opposizione di increspare i rapporti con gli Stati Uniti.  

Tali accuse erano state alla base della mozione di sfiducia, presentata al Parlamento lo scorso 21 marzo e annunciata dal leader dell’LDK, Isa Mustafa, dopo che il premier aveva rimosso inaspettatamente dall’incarico il ministro dell’Interno, Agim Veliu, membro dell’LDK, il 18 marzo. Veliu era stato sfiduciato dal premier il 18 marzo per aver “diffuso il panico” nella popolazione sul coronavirus. Mustafa aveva in tale occasione ribadito di non essere stato consultato dal suo alleato di coalizione prima di procedere con tale decisione, la quale è stata, aveva specificato il leader dell’LDK, del tutto arbitraria.      

Tale mossa del partito di KurtiVetevendosje, secondo quanto dichiarato dal leader dell’LDK, Isa Mustafa, ha violato numerosi punti dell’accordo di governo, già in crisi a causa delle divergenze sulla rimozione dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia.    

In tale contesto, Mustafa aveva dichiarato che Kurti non collabora con l’LDK e prende decisioni in grado di compromettere le relazioni con gli Stati Uniti. Per tale ragione, la mozione di sfiducia si rivela necessaria, a detta del leader dell’LDK, data l’intenzione del partito di salvaguardare le relazioni con Washington.     

I dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia, causa di stallo delle relazioni tra Pristina e Belgrado, erano stati imposti il 21 novembre 2018, il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, ostacolata dalla Serbia, accusata di aver condotto propaganda negativa contro Pristina. Da parte sua, la Serbia ritiene che le tariffe al 100% imposte dal Kosovo violino gli accordi regionali in merito alla libertà di movimento e di scambio, motivo per cui, come dichiarato dal presidente di Belgrado, Aleksandar Vucic, il dialogo tra i due Paesi non potrà riprendere prima del ritiro dei dazi da parte di Pristina.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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