Coronavirus: gli ungheresi corrono ad acquistare armi

Pubblicato il 25 marzo 2020 alle 16:31 in Europa Ungheria

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In Ungheria, i cittadini temono che la diffusione del coronavirus causi un aumento della criminalità. Per tale ragione, hanno deciso in massa di acquistare armi personali. 

È quanto rivelato, martedì 24 marzo, da Al Jazeera English, il quale ha altresì riportato le dichiarazioni di alcuni cittadini, in fila fuori dalle armerie della capitale, Budapest, per acquistare armi che non necessitano di alcuna licenza per il loro possesso. La paura dei cittadini intervistati, in base a quanto emerso, è quella di ritrovarsi di fronte a disordini pubblici o tensioni, senza possedere strumenti per difendersi. 

Nello specifico, il timore degli ungheresi è che i cittadini possano arrivare a compiere atti violenti, in caso di carenza di beni essenziali, sebbene il governo abbia rassicurato i propri elettori in merito all’impossibilità di tale scenario.  

L’aumento delle vendite delle armi è in crescita già da settimane nel Paese, ma anche in Repubblica Ceca le associazioni dei produttori di armi hanno riportato dati in crescita per quel che riguarda la domanda da parte dei negozi. A tale riguardo, un titolare di tre armerie di Budapest, Gabor Vass, ha dichiarato di vendere armi cinque volte di più rispetto al marzo dello scorso anno, ma le vendite potrebbero essere anche pari a quindici volte il normale, se solo il negozio non avesse finito le armi in suo possesso. Principalmente, ha rivelato Al Jazeera English, i beni maggiormente richiesti sono le pistole a gas o a proiettili di gomma e le balestre, tutte potenzialmente pericolose.   

Per ciascuno dei due Paesi, sono circa 300.000 i cittadini in possesso del porto d’armi, ma in entrambi, alcune pistole non richiedono tale licenza. Tuttavia, ciò non toglie che anche le armi minori siano pericolose, dato che anche i fucili a gas possono essere letali, se usati a una breve distanza.  

Una simile impennata delle vendite di armi, aggiunge Al Jazeera English, è stata registrata anche negli Stati Uniti, dove i cittadini temono il collasso sociale alla luce dell’aggravarsi dell’emergenza da coronavirus. 

Nel frattempo, in Ungheria, per assicurare una pronta risposta alla crescita dei contagi, il Governo ha proposto una legge in grado di dare al premier, Viktor Orban, la possibilità di governare per decretoNello specifico, la misura, considerata necessaria dall’esecutivo, mira ad estendere lo stato di emergenza dichiarato in virtù della diffusione del coronavirus. In aggiunta, la proposta del Governo consentirebbe la detenzione fino a 5 anni dei cittadini che diffondono false notizie sul virus.   

Tuttavia, la misura dell’Esecutivo di Budapest ha attirato le critiche degli esperti e dei principali partiti di opposizione, i quali hanno dichiarato di ritenere tale bozza eccessiva, in quanto non prevede una data di scadenza ed è in grado di consentire l’abuso di potere da parte di Orban.  

Principalmente tali critiche derivano dalla condotta di Orban nel corso dei suoi dieci anni di premiership, durante i quali sono state molteplici le accuse rivolte al premier da parte di oppositori politici e esperti, prevalentemente contro i tentativi di Orban di danneggiare i valori democratici e di erodere lo stato di diritto.   

Da parte sua, il governo ha respinto le principali critiche mosse dagli esperti. In particolare, in riferimento alla misura in valutazione, riferendosi all’assenza di una scadenza nella bozza presentata dal governo, il portavoce di Orban, Zoltan Kovacs, ha dichiarato che il governo ha deciso di non includere una data di termine data la possibilità che si ammalino i parlamentari di Budapest. In aggiunta, rispondendo alle critiche in merito alle minacce alla libertà di stampa, Kovacs ha dichiarato che si tratta di dichiarazioni irresponsabili e distorte.  
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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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