Afghanistan: rilascio di prigionieri talebani “entro una settimana”

Pubblicato il 25 marzo 2020 alle 19:25 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I talebani hanno annunciato, il 25 marzo, che il rilascio di prigionieri da parte del governo afghano inizierà entro la fine di marzo. Un alto funzionario del governo afghano ha confermato, aggiungendo che questo avverrà “entro una settimana”.

Lo sviluppo potrebbe rimuovere un ostacolo importante nei negoziati tra il gruppo militante islamista e il governo afghano, nell’ambito di un processo di pace mediato dagli Stati Uniti. “La liberazione dei prigionieri inizierà praticamente entro la fine di marzo”, ha scritto in un post su Twitter Suhail Shaheen, un portavoce talebano. La notizia arriva a seguito di una video conferenza tra le due parti, a cui hanno preso parte anche funzionari statunitensi, del Qatar e membri della Croce Rossa Internazionale. Shaheen ha poi aggiunto che i talebani avrebbero inviato una squadra al centro di detenzione di Bagram, dove sono detenuti molti dei loro prigionieri.

La notizia arriva lo stesso giorno in cui un gruppo di uomini armati ha attaccato un tempio sikh a Kabul e si è barricato nell’edificio per un’ora, causando almeno 25 vittime, prima dell’intervento delle forze armate afghane. L’assalto è stato rivendicato dall’ISIS. Inoltre, nel caos del Paese è necessario citare anche lo stallo politico per la creazione del nuovo governo. In tale contesto, il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha annunciato un taglio da 1 miliardo di dollari agli aiuti americani in Afghanistan, a causa della continua crisi politica che vede opporsi Ashraf Ghani, l’ex presidente e vincitore delle ultime elezioni, e Abdullah Abdullah, il suo principale rivale. 

Tuttavia, la notizia del rilascio dei prigionieri appare positiva, poichè esisteva uno stallo tra talebani e governo anche su questo tema. Il consigliere presidenziale di Kabul, Waheed Omer, il 16 marzo aveva dichiarato che un elenco di prigionieri talebani da poter liberare era in fase di valutazione, ma aveva specificato i detenuti sarebbero stati rilasciati gradualmente. Tuttavia, secondo il consigliere, queste operazioni avranno inizio solo con l’avvio dei negoziati intra-afgani e dopo una significativa riduzione della violenza. Omer aveva poi aggiunto che nessun prigioniero talebano sarebbe stato rilasciato senza una garanzia. “Stiamo rivedendo l’elenco dei prigionieri talebani. Non tutti i 5.000 prigionieri saranno liberati contemporaneamente. Ci vorrà del tempo affinché possiamo conoscere i crimini per i quali ognuno è stato imprigionato ”, aveva ribadito Omer. 

Tuttavia, i talebani si erano immediatamente opposti a tale ipotesi. Secondo un portavoce del gruppo armato, un ordine di rilascio dei prigionieri condizionato è contrario all’accordo tra USAe talebani. “È correttamente spiegato nell’accordo di pace che i primi 5.000 prigionieri sarebbero stati liberati e poi sarebbe stato avviato il dialogo afgano”, ha dichiarato Suhail Shaheen, l’11 marzo. “Non abbiamo mai accettato alcuna liberazione condizionata dei prigionieri. Se qualcuno lo sostiene, va contro l’accordo di pace che abbiamo firmato il 29 febbraio”, ha aggiunto il portavoce dei talebani. Tali incertezze arrivano il giorno dopo l’inizio del ritiro di parte delle truppe statunitensi dal Paese, il 10 marzo. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.