Trump insiste sulla necessità di non fermare l’economia

Pubblicato il 24 marzo 2020 alle 18:40 in USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, insiste sull’urgenza che i cittadini tornino a lavoro presto in modo che le misure contro la pandemia di coronavirus non danneggino ulteriormente l’economia. 

Nel suo regolare briefing quotidiano, la sera del 23 marzo, Trump ha affermato che la nazione non poteva permettersi di continuare con il blocco, che ha già portato il Paese, e la sua economia, ad un arresto virtuale. “L’America sarà, ancora, e presto, aperta al commercio”, ha dichiarato Trump. “Molto presto. Molto prima dei 3 o 4 mesi che qualcuno stava suggerendo. Molto prima. Non possiamo lasciare che la cura sia peggiore del problema stesso”, ha dichiarato il presidente. Su Twitter, la mattina del 24 marzo, Trump ha ribadito la necessità di un rapido ritorno alla normalità.

Le dichiarazioni di Trump sono, tuttavia, in contrasto con i consigli degli esperti sanitari e dei funzionari per la gestione delle emergenze, che hanno affermato che gli americani devono limitare drasticamente l’interazione sociale, rimanendo a casa dal lavoro e isolandosi, altrimenti il numero di infezioni travolgerà il sistema sanitario e porterà a molte altre morti. Il dibattito riflette un crescente divario tra i consiglieri economici e politici di Trump, che temono che settimane di incertezza porteranno a ulteriori perdite economiche e indeboliranno le sue prospettive nelle elezioni di novembre 2020, e i suoi funzionari della sanità pubblica. Il capo del comitato scientifico di Trump sulla crisi, il dottor Anthony Fauci, direttore dell’Istituto Nazionale per le Allergie e le Malattie Infettive, ha riconosciuto che il dibattito interno è stato “intenso”. 

“Ciò che il presidente sta cercando di fare è bilanciare i problemi di salute pubblica con il fatto che ciò sta avendo un impatto enorme sull’economia del Paese, che può effettivamente indirettamente causare anche una notevole quantità di danni e difficoltà, anche per quanto riguarda la salute “, ha commentato Fauci. “Quindi, è un delicato atto di bilanciamento che il presidente sta cercando di portare avanti. E adesso stiamo discutendo molto intensamente su quale sia la linea temporale più appropriata e, se la modifichiamo, come modificarla”, ha aggiunto. Più di 17.100 persone sono morte per COVID-19 in tutto il mondo, secondo i dati raccolti dalla Johns Hopkins University. Quasi 103.000 delle 392.000 persone a cui è stata diagnosticata la malattia si sono riprese.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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