Nigeria: circa 70 soldati uccisi in un’imboscata di Boko Haram

Pubblicato il 24 marzo 2020 alle 16:54 in Africa Nigeria

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Almeno 70 soldati nigeriani sono stati uccisi, lunedì 23 marzo, in un’imboscata jihadista guidata da militanti di Boko Haram. Gli insorti hanno sparato granate a propulsione contro un camion che trasportava le truppe vicino al villaggio di Gorgi, nello stato del Borno. Due ufficiali militari hanno riferito all’agenzia di stampa Agence France Presse che tutti i soldati a bordo del veicolo sono stati uccisi. “Finora sono stati recuperati 70 corpi, ma il bilancio potrebbe essere più alto dato che le operazioni di salvataggio sono ancora in corso”, hanno specificato le fonti. Diversi uomini sono rimasti feriti e alcuni sono stati catturati dai jihadisti.

Il convoglio aveva lasciato la città di Maiduguri per lanciare un’offensiva contro un campo appartenente a jihadisti affiliati all’Isis. Il gruppo, noto come ISWAP, ovvero fazione della Provincia dello Stato Islamico dell’Africa occidentale si è separata dagli insorti di Boko Haram nel 2016 e, da allora, realizza offensive contro i militari, assalti ai convogli e irruzioni nelle basi dell’esercito.

Uno degli ultimi attacchi contro l’esercito nigeriano si era verificato il 15 marzo, quando 6 soldati erano rimasti uccisi in un’imboscata condotta da alcuni terroristi di Boko Haram. I militanti avevano aperto il fuoco contro un convoglio dell’esercito che stava pattugliando la zona vicino al villaggio di Mayanti, al confine con il Camerun. 

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo americano informa che in Nigeria Boko Haram e ISWAP hanno continuato a condurre, nel corso dell’anno passato, numerosi attacchi contro forze governative e di sicurezza. Boko Haram, in particolare, non ha mancato di effettuare attentati anche contro la popolazione civile, mentre lo Stato Islamico dell’Africa occidentale sta provando a stringere legami più forti con le comunità locali, provvedendo a fornire una serie di limitati servizi sociali. L’obiettivo principale del gruppo sono le forze di sicurezza locali. Verso la fine del 2018, le due organizzazioni, nonostante la presenza della Task Force multinazionale congiunta, sono riuscite a guadagnare la completa libertà di movimento negli Stati regionali del Borno e di Yobe. Più di 200.000 nigeriani sono stati costretti a cercare rifugio nei Paesi vicini, soprattutto Camerun, Ciad e Niger. Nel corso di tutto il 2018, Boko Haram e ISWAP hanno condotto circa 700 attacchi sul territorio della Nigeria, usando armi di piccola taglia, ordigni improvvisati, rapimenti, imboscate, attentati suicidi. Secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto mondiale tra i 163 Paesi considerati per misurare l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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