L’UE chiede alla Grecia di spostare i migranti

Pubblicato il 24 marzo 2020 alle 20:28 in Europa Grecia Immigrazione

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L’Unione Europea ha chiesto alla Grecia di spostare i migranti più a rischio di contrarre il coronavirus dai campi profughi sovraffollati nelle isole del Mediterraneo, secondo quanto ha riferito il principale funzionario dell’UE per la migrazione, il 24 marzo.

Il commissario per gli Affari Interni, Ylva Johansson, ha affermato che Atene si è opposta al trasferimento dei migranti sulla terraferma, citando l’assenza di casi di coronavirus nei campi, mentre la malattia si sta diffondendo altrove in Grecia. Con gran parte dell’Europa in stato di blocco, a causa delle misure per frenare la diffusione del virus, Johansson ha affermato che gli anziani, i malati e gli altri più a rischio di infezione dovrebbero essere trasferiti in altre aree. “Stiamo collaborando con il governo greco e le autorità locali per concordare un piano di emergenza per contribuire a ridurre il più possibile il rischio negli hotspot sovraffollati sulle isole”, ha affermato Johansson in un’intervista telefonica. “Potrebbe essere il trasferimento delle persone più vulnerabili dai campi sovraffollati in altre aree delle isole”, ha aggiunto. 

La situazione nei campi è molto difficile. Questi sono progettati per diverse migliaia di persone, ma la Commissione Europea afferma che vi sono circa 42.000 persone al loro interno. I gruppi per la tutela dei diritti umani hanno lanciato l’allarme per le condizioni in cui le persone sono costrette a vivere. La situazione è diventata ancora più tesa da quando la Grecia ha imposto restrizioni al movimento delle persone che vivono nei campi per combattere la diffusione del coronavirus. La situazione, già precaria, peggiora di giorno in giorno, poichè le persone continuano a muoversi dalla Turchia verso l’Europa. 

Nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara aveva accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di 6 miliardi di euro di aiuti. Il governo turco, tuttavia, ha affermato di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. Di conseguenza, a seguito di un attacco contro le postazioni militari turche in Siria e dell’aumento dei rifugiati siriani verso il confine con la Turchia, il 29 febbraio, il presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, ha dato l’ordine di aprire le frontiere e di non bloccare più i migranti, soprattutto siriani. A seguito di tale crisi migratoria, particolarmente grave per la Grecia, Borrell è stato incaricato di tenere colloqui con il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavosuglu, per trovare il modo di attuare l’accordo del 2016. 

Intanto, le autorità turche hanno riferito che, dal 27 febbraio al 17 marzo, circa 147.132 richiedenti asilo hanno attraversato la Grecia attraverso 2 check points a Edirne, una città situata al confine occidentale della Turchia. La dichiarazione del governatorato di Edirne recita: “Sono morti 3 richiedenti asilo, 214 sono stati feriti negli attacchi delle forze di sicurezza greche con gas, bombe esplosive, proiettili di gomma e proiettili veri”. Inoltre, altri 206 individui sarebbero stati dimessi dagli ospedali dopo il trattamento dovuto agli scontri con la polizia, mentre 8 di loro sono ancora in cura. Durante questo periodo, 7.096 richiedenti asilo sono stati ricoverati in ospedale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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