L’Argentina tra crisi economica e coronavirus

Pubblicato il 24 marzo 2020 alle 10:01 in America Latina Argentina

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L’Argentina si sta preparando a un peggioramento della crisi che ha travolto la sua economia per due anni. Il governo di Alberto Fernández ha già concesso denaro extra a coloro che ricevono aiuti sociali e pensioni minime. Ora ha esteso il vantaggio a un vasto universo di lavoratori informali, che hanno perso il loro unico reddito a causa della paralisi causata dalla quarantena obbligatoria in vigore nel paese ormai da quattro giorni. Secondo il piano ufficiale, 3,6 milioni di famiglie riceveranno un pagamento una tantum di 10.000 pesos (150 dollari al tasso di cambio ufficiale) in aprile. “Se la situazione di crisi si estende, possiamo estenderne i benefici” – ha dichiarato il ministro dell’Economia Martín Guzmán.

Le persone a basso reddito in Argentina hanno una rete di protezione sociale ereditata dal collasso economico del 2001 e del 2002, quando il 50% della popolazione, 19 milioni di persone, è scivolato sotto la soglia di povertà. I successivi governi hanno mantenuto l’aiuto, che oggi è diventato essenziale per molte famiglie. Secondo i dati dell’Osservatorio del debito sociale dell’Università cattolica, il 31% delle famiglie argentine partecipa a qualche tipo di piano sociale finanziato dallo stato. Ogni mese, ad esempio, 2,2 milioni di genitori ricevono 3.000 pesos (46 dollari) per ogni bambino di età inferiore ai 18 anni attraverso la cosiddetta indennità universale per bambini (AUH). All’inizio della pandemia, il governo Fernández ha annunciato un pagamento extra per tutti quei beneficiari, oltre a un bonus di 3.000 pesos per 4,6 milioni di pensionati che ricevono la pensione minima.

Dalle misure di aiuto erano finora escluse 3,6 milioni di famiglie che dipendono dal reddito informale di uno dei loro membri. Sono i lavoratori autonomi, che lavorano nelle cosiddetta changas, come vengono chiamati in Argentina i lavori sporadici di pittori, muratori, elettricisti, venditori ambulanti e altri redditi non fissi. Queste sono persone che, a causa del loro reddito, non possono beneficiare dell’assistenza sociale statale. La quarantena obbligatoria contro il coronavirus in vigore da quattro giorni li ha lasciati senza possibilità di lavorare e senza diritto ad alcun sussidio.

“Stiamo assicurando che tutti coloro che vivono in Argentina siano protetti in questa situazione. Stiamo completando le misure di assistenza sociale con un reddito familiare di emergenza per i lavoratori autonomi in situazioni informali. Questo sussidio sarà erogato ad aprile, per un valore di 10.000 pesos (150 dollari), al momento è previsto una tantum, ma potrebbe essere ripetuto a maggio” – ha riassunto il ministro dell’economia, Martín Guzmán, in una conferenza stampa. Secondo i calcoli del governo, il beneficio raggiungerà 3,6 milioni di famiglie. Il costo sarà di 36.000 milioni di pesos, che, secondo Guzmán, deriveranno dalla riallocazione di voci già presenti nel budget.

L’Argentina sta attraversando una grave crisi economica. Quest’anno subirà contrazioni del  PIL per tre trimestri consecutivi e la tenuta del Paese dipenderà da un accordo ambizioso con il FMI e i creditori privati per rinegoziare i debiti a breve termine di circa 85.000 milioni di dollari. La paralisi economica derivata dalle strategie per combattere il coronavirus aggraverà ulteriormente la situazione. Martedì 17 marzo, il governo ha lanciato un piano di esenzioni fiscali e sostegno salariale alle imprese dei settori più danneggiati, crediti “soft” per un importo totale di 350 miliardi di pesos (quasi 5,7  miliardi di dollari) e congelamento dei prezzi dei prodotti alimentari di base. Lunedì 23 marzo, il Ministero della Salute ha riferito che il numero di pazienti positivi al coronavirus è di 301, con 36 nuovi casi registrati nelle 24 ore precedenti.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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