Kosovo: il sostegno di Merkel alla parziale rimozione dei dazi

Pubblicato il 24 marzo 2020 alle 12:48 in Germania Kosovo

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Il premier del Kosovo, Albin Kurti, ha avuto un vertice in videoconferenza con la cancelliera della Germania, Angela Merkel. 

È quanto rivelato dall’agenzia stampa del Kosovo, RTK, la quale ha altresì specificato che al centro dei colloqui vi è stato il piano per la parziale rimozione dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia, annunciato il venerdì precedente dal premier di Pristina. 

Nello specifico, il piano prevede la totale rimozione fino all’1 aprile dei dazi sulle materie prime. Allo scadere del termine, il governo si riunirà nuovamente per votare sulla rimozione dei dazi anche sugli altri beni, il che comporterebbe l’adozione di misure di reciprocità con gli altri due Paesi.   

Secondo quanto rivelato da un comunicato stampa rilasciato al termine del vertice tra Kurti e Merkel, i due si sono soffermato sul piano dell’esecutivo, il quale ha ricevuto il supporto della cancelliera tedesca, ma hanno anche discusso delle relazioni bilaterali, dell’adattamento del Kosovo alle leggi europee e della situazione nella regione. 

In particolare, nel corso dei colloqui, Merkel ha offerto a Kurti il proprio sostegno nella lotta alla corruzione nel Paese e all’avvio di un processo di riforma ampio e ambizioso. In tale contesto, la cancelliera tedesca ha altresì offerto l’invio di un team di esperti tedeschi pronti ad aiutare il Kosovo. 

In aggiunta, i due hanno anche discusso delle misure volte a contrastare la diffusione del coronavirus, rilevato attualmente in 61 pazienti in Kosovo. A tale riguardo, Merkel ha promesso a Kurti di considerare un piano di aiuti per Pristina.  

Tra i temi trattati nel corso dei colloqui vi è anche il ruolo dell’UE nella normalizzazione delle relazioni tra il Kosovo e la Serbia. A tale riguardo, Merkel ha dichiarato di ritenere necessario che a guidare tale processo sia l’Unione Europea, la quale preme per la totale rimozione dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia. L’obiettivo finale di tale processo, rivela RTK, dovrà essere il raggiungimento di un accordo legalmente vincolante che assicuri la completa normalizzazione delle relazioni e che vada a beneficio di entrambi i Paesi. 

La misura approvata dal governo in merito alla parziale rimozione dei dazi era stata già presentata lo scorso 27 febbraio. Nello specifico, Kurti aveva proposto la rimozione dei dazi sulle materie prime fino al 15 marzo, ma ciò non era stato portato avanti a causa dell’opposizione dell’altro partito della coalizione di governo, l’LDK, il quale aveva chiesto la rimozione della totalità dei dazi, come sostenuto anche dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea.   

Tale divergenza di opinioni tra i due partiti di coalizione costituisce il fulcro della mozione di sfiducia, presentata al Parlamento lo scorso 21 marzo e annunciata dal leader dell’LDK, Isa Mustafa, dopo che il premier aveva rimosso inaspettatamente dall’incarico il ministro dell’Interno, Agim Veliu, membro dell’LDK, il 18 marzo. Veliu era stato sfiduciato dal premier il 18 marzo per aver “diffuso il panico” nella popolazione sul coronavirus. Mustafa aveva in tale occasione ribadito di non essere stato consultato dal suo alleato di coalizione prima di procedere con tale decisione, la quale è stata, aveva specificato il leader dell’LDK, del tutto arbitraria.     

Tale mossa del partito di KurtiVetevendosje, secondo quanto dichiarato dal leader dell’LDK, Isa Mustafa, ha violato numerosi punti dell’accordo di governo, già in crisi a causa delle divergenze sulla rimozione dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia.   

In tale contesto, Mustafa aveva dichiarato che Kurti non collabora con l’LDK e prende decisioni in grado di compromettere le relazioni con gli Stati Uniti. Per tale ragione, la mozione di sfiducia si rivela necessaria, a detta del leader dell’LDK, data l’intenzione del partito di salvaguardare le relazioni con Washington.    

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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