Gli USA tagliano il supporto economico all’Afghanistan

Pubblicato il 24 marzo 2020 alle 14:40 in Afghanistan Asia

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Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha annunciato un taglio da 1 miliardo di dollari agli aiuti americani in Afghanistan, a causa della continua crisi politica che sta bloccando il Paese. Intanto, 4 membri della NATO a Kabul risultano positivi al coronavirus. 

Gli Stati Uniti sono pronti a tagliare 1 miliardo di dollari di assistenza nel 2021 e stanno conducendo “una revisione di tutti i programmi e progetti per identificare ulteriori riduzioni e riconsiderare gli impegni”, ha riferito Pompeo in una nota, la sera del 23 marzo. La dichiarazione di Pompeo è arrivata mentre tornava negli Stati Uniti, dopo aver passato la giornata a Kabul, nello sforzo improduttivo di porre fine alle rivendicazioni di vittoria dei due principali contendenti politici nel Paese: Ashraf Ghani, l’ex presidente e vincitore delle ultime elezioni, e Abdullah Abdullah, il suo principale rivale. 

Gli Stati Uniti “si rammaricano profondamente” per il fatto che Ghani e Abdullah “non siano stati in grado di accordarsi su un governo inclusivo”, ha affermato Pompeo. “Il loro fallimento ha danneggiato le relazioni USA-Afghanistan e, purtroppo, disonora quei partner afgani, americani e della coalizione che hanno sacrificato le loro vite”, ha aggiunto. L’Afghanistan dispone di un quarto delle entrate di cui ha bisogno per gestire il Paese, sopratutto il settore della Difesa, e gli Stati Uniti contribuiscono con diversi miliardi. Sulla via del ritorno a Washington, Pompeo si è anche recato in una base militare in Qatar, per un incontro di 75 minuti con i funzionari talebani, incluso il loro principale negoziatore, il Mullah Baradar Akhund.

In questo contesto già teso, 4 membri della NATO in Afghanistan sono risultati positivi al coronavirus poco dopo essere entrati nel Paese. La notizia è stata resa nota il 24 marzo, si tratta dei primi casi confermati nella missione. “I membri del servizio erano appena arrivati ed erano in una struttura di screening precauzionale quando sono stati rilevati i sintomi, sono stati spostati in isolamento e testati”, afferma la dichiarazione, aggiungendo che le nazionalità delle persone non sarebbero state rilasciate. Circa 1.500 membri del servizio NATO, la maggior parte arrivati recentemente in Afghanistan, sono transitate in strutture di screening, come misura precauzionale. 

La crisi politica e la riduzione del supporto USA si verificano in un momento considerato “di svolta” per il Paese, dal punto di vista diplomatico. A seguito di numerosi colloqui tra USA e talebani, le due parti hanno firmato uno storico accordo a Doha, il 29 febbraio. Questo prevede il ritiro delle truppe statunitensi dal Paese, entro 14 mesi, il rilascio di 5.000 prigionieri e l’avvio di un dialogo intra-afghano, in cambio della fine degli assalti e di una serie di garanzie da parte dei militanti islamisti. Tuttavia, il governo di Kabul ha poi riferito che i detenuti talebani verranno rilasciati gradualmente. Tuttavia, i talebani si sono immediatamente opposti a tale ipotesi. Secondo un portavoce del gruppo armato, un ordine di rilascio dei prigionieri condizionato è contrario all’accordo tra USAe talebani.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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