Coronavirus: il Ruanda impone il blocco totale delle attività

Pubblicato il 24 marzo 2020 alle 6:02 in Africa Ruanda

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Il Ruanda è il primo Paese dell’Africa sub-sahariana ad aver ordinato la chiusura di tutte le attività non necessarie a causa del coronavirus, a partire dalla mezzanotte del 21 marzo. È quanto reso noto dal primo ministro ruandese, Edouard Ngirente, attraverso una dichiarazione rilasciata dal proprio ufficio. 

In precedenza, il 15 marzo, il governo aveva annunciato la chiusura temporanea di scuole, università e luoghi di culto in tutto il Paese per due settimane, mentre le nuove misure, più stringenti, hanno disposto il blocco di “tutti i movimenti fuori casa non necessari, ad eccezione di servizi essenziali come l’assistenza sanitaria, la spesa per generi alimentari e i servizi bancari” per un periodo iniziale di due settimane. Ngirente ha inoltre invitato i cittadini a utilizzare metodi di pagamento elettronici e servizi bancari online, piuttosto che recarsi fisicamente presso gli istituti di credito.

In aggiunta, a dipendenti pubblici e privati è stato ordinato di lavorare da casa, per prevenire la diffusione del virus negli uffici. Il governo ha anche vietato il funzionamento di bar, negozi e mercati, ad eccezione di quelli che vendono cibo, medicine, carburante, prodotti per la pulizia e altri servizi essenziali. Per i ristoranti, il primo ministro ha indicato che è consentito effettuare solo il servizio da asporto. Ngirente ha altresì deciso di chiudere completamente le frontiere del Paese, eccetto per il passaggio di merci e di cittadini che rientrano in Ruanda, i quali tuttavia dovranno osservare un periodo di quarantena di due settimane.

La maggior parte della popolazione ha accolto con favore tali misure ma, allo stesso tempo, i cittadini sono preoccupati per le conseguenze economiche. Per mitigare l’impatto economico del virus, il 17 marzo la Banca Centrale ruandese aveva annunciato una serie di provvedimenti, tra cui la possibilità da parte delle banche di ristrutturare i prestiti in essere di debitori con problemi di liquidità derivanti dall’emergenza. Inoltre, la Banca aveva introdotto strumenti di prestito estesi dal valore di circa 52 milioni di dollari, che le banche commerciali con problemi di liquidità possono prendere in prestito al tasso della banca centrale, e aveva ridotto il rapporto di riserva obbligatoria effettivo dal 5% al 4%, al fine di fornire più liquidità alle banche a sostegno delle imprese più danneggiate dall’epidemia.

 Secondo quanto affermato nella dichiarazione del primo ministro, la decisione di adottare misure più severe è giunta in seguito all’osservazione dell’andamento globale del virus, e dopo aver preso in considerazione le esperienze di altri Paesi. Da quando la Cina ha registrato il primo caso di contagio da Covid-19, il 7 gennaio, il governo ruandese ha istituito un team multidisciplinare per valutare e migliorare la preparazione e la risposta all’epidemia.

 Il direttore della divisione per la sorveglianza e la risposta del Centro Biomedical del Ruanda, Jose Nyamusore, ha affermato che 500 operatori sanitari, tra cui tecnici di laboratorio provenienti dagli ospedali di tutto il Paese, sono stati addestrati per fronteggiare l’emergenza del virus. In aggiunta, il dottor Nyamusore ha rivelato che a tutti gli ospedali è stato richiesto di allestire zone di isolamento per i pazienti sospettati di contagio, e che sono in vigore misure preventive per proteggere gli operatori sanitari in servizio. Oltre alle misure adottate in materia di salute e sicurezza per prevenire la diffusione del virus, come lo screening della temperatura negli aeroporti, il governo ha esortato i cittadini a evitare strette di mano e contatti ravvicinati con altre persone, e a coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce in pubblico.

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Mariela Langone

di Redazione

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