Coronavirus in Medio Oriente: aumentano i decessi e gli arresti

Pubblicato il 24 marzo 2020 alle 17:37 in Bahrein Giordania

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Mentre l’Iran, il focolaio di Covid-19 in Medio Oriente, raggiunge quota 1.934 morti, aumentano i decessi anche nel resto della regione, parallelamente agli arresti per violazione delle misure intraprese da ciascun governo.

In particolare, il 24 marzo, anche il Bahrein ha registrato la terza vittima di coronavirus. Si tratta di un uomo di 65 anni che, a detta del Ministero della Salute, soffriva già di problemi di salute pregressi. Tuttavia, sembra che il virus sia stato contratto in Iran, dove la vittima si era recata per un viaggio ed era successivamente ritornata in Bahrein attraverso un volo non diretto. Secondo quanto riferito dal Ministero, l’uomo è stato posto fin da subito in quarantena ed ha ricevuto assistenza e cure specifiche quotidianamente.

Si tratta del terzo decesso per il Regno, mentre il numero dei contagi ha raggiunto quota 390. É del 24 marzo, poi, la notizia con cui il Ministero delle Finanze del Bahrein ha annunciato che il governo adotterà un pacchetto di misure economiche volte a far fronte all’emergenza sanitaria. Questo avrà un valore di circa 11.41 miliardi di dollari e lo scopo principale è sostenere l’economia del Regno in una fase complessa.

Nel frattempo, una fonte di sicurezza giordana ha annunciato, il 24 marzo, che oltre 1.657 persone sono state arrestate dopo aver violato il coprifuoco imposto dal governo per arginare la diffusione del coronavirus. Tale misura era stata adottata il 20 marzo scorso, nel quadro di una serie di ordinanze e disposizioni ritenute storiche. I trasgressori arrestati nelle varie regioni del Regno hashemita, è stato riferito, sono state tutte portate nei centri di detenzione delle forze armate. Secondo quanto stabilito dalla disposizione, tuttavia, il periodo di reclusione non supererà i 365 giorni. Fino ad ora, in Giordania sono stati registrati 127 casi positivi, ma nessun decesso, mentre sono circa 6000 i cittadini costretti all’isolamento dopo aver viaggiato all’estero.

Sebbene siano diversi i Paesi mediorientali colpiti dal Covid-19, l’Iran continua a registrare il maggior numero di casi e di vittime nella regione. Secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero della Salute iraniano, Kianosh Jahanpur, il 24 marzo, i contagi ammontano a 24.811, 122 in più nelle sole 24 ore precedenti.

I primi contagi di Covid-19 in Iran, considerato il focolaio del Medio Oriente, erano stati riportati il 19 febbraio nella città di Qom, ritenuta altresì meta di pellegrinaggio religioso per l’intera regione. Da allora, il virus si è diffuso in altre province iraniane, tra cui la capitale Teheran e il governatorato settentrionale di Gilan. In particolare, le infezioni hanno riguardato perlopiù 22 governatorati iraniani, su un totale di 31. In tale quadro, il 12 marzo, il ministro degli Esteri dell’Iran, Mohammad Javad Zarif, ha lanciato un appello pubblico per chiedere la diminuzione delle sanzioni e l’invio di forniture sanitarie. Parallelamente, secondo quanto rivelato dal direttore della Banca Centrale, Abdolnaser Hemmati, l’Iran ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale (FMI) un prestito di 5 miliardi di dollari per contrastare con efficacia la diffusione del virus e l’attuazione del Rapid Financing Instrument (RFI), un meccanismo di finanziamento del FMI.

Come evidenziato da Foreign Affairs, la diffusione di Covid-19 rischia di acuire maggiormente le divisioni settarie in Medio Oriente, soprattutto per la componente sciita. A tal proposito, è stato riportato come il ministro degli Interni del Bahrein, Sheikh Rashid bin Abdullah al-Khalifa, abbia accusato l’Iran di “aggressione biologica”, ritenuta un crimine ai sensi del Diritto Internazionale, per aver nascosto lo scoppio dell’epidemia e non aver timbrato i passaporti dei viaggiatori del Regno. Sul suo account Twitter ufficiale, poi, il Ministero degli Affari Esteri dell’Arabia Saudita ha condannato l’Iran per “aver creato una minaccia per la salute che mette in pericolo l’umanità”. Parallelamente, un giornale negli Emirati Arabi Uniti ha affermato che tutti i casi di coronavirus nella regione erano legati all’Iran, sebbene i primi casi di Covid-19 del Paese fossero da collegarsi a turisti cinesi provenienti da Wuhan.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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