Coronavirus: Cuba limita gli spostamenti e mette 40.000 turisti in quarantena

Pubblicato il 24 marzo 2020 alle 9:48 in America Latina Cuba

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Il governo cubano ha annunciato la sera di lunedì 23 marzo, un pacchetto di misure radicali che cercano di fermare l’estensione di Covid-19 sull’isola. Tutti i turisti nel paese, circa 40.000, dovranno rimanere in hotel sotto stretta sorveglianza fino a quando non potranno partire per i loro paesi; coloro che alloggiano in ostelli privati devono stare al chiuso e non possono circolare per le strade; i cubani o residenti che entrano in Cuba a partire da oggi, trascorreranno un periodo di quarantena di 15 giorni in un centro sanitario, prima di poter tornare a casa.

Le nuove misure limitano anche il viaggio dei cubani da una provincia all’altra e le uscite dei residenti fuori dal paese. Inoltre, per la prima volta nella storia dell’isola le lezioni sono sospese a tutti i livelli di istruzione – una delle principali richieste della popolazione – ed è stato annunciato che saranno prese misure, incluso il ricorso alle forze dell’ordine, per evitare code e concentrazioni delle persone nei negozi in cui vengono venduti cibo e generi di prima necessità, uno dei maggiori problemi di Cuba a causa del deficit cronico di beni di consumo, che costringe le persone a recarsi quotidianamente in negozi di generi alimentari, mercati e centri di distribuzione.

Il primo ministro Manuel Marrero ha spiegato le misure in un programma televisivo speciale. Non è il momento di attività sociali, visite, saluti o feste. Non è nemmeno permesso andare in spiaggia a ballare reggaeton, come è successo fino a domenica 22 marzo, sulla costa dell’Avana. “Saranno prese misure drastiche contro coloro che violano queste disposizioni” – ha detto Marrero, che ha affermato che nei prossimi giorni continueranno ad essere intraprese azioni radicali per prevenire l’epidemia.

Al momento a Cuba ci sono 40 casi confermati di positività al virus e un decesso, 1.000 persone sono isolate nei centri ospedalieri per sintomi sospetti e altre 30.000 rimangono sotto sorveglianza nelle loro case. Il primo ministro ha affermato che nelle ultime due settimane 47.000 cubani o residenti stranieri sono entrati nel paese e che è stato effettuato “un attento monitoraggio” su di loro. Allo stesso tempo, medici e studenti di medicina stanno percorrendo attivamente quartieri, città e paesi in tutta l’isola alla ricerca di casi sospetti. In una riunione del governo prima dell’apparizione di Marrero in televisione, il presidente Miguel Díaz-Canel aveva assicurato che se saranno seguite le misure decretate, Cuba è in tempo per controllare la curva dell’epidemia e mantenerla a un livello basso.

Le autorità cubane sono state realistiche nell’ammettere che una delle chiavi sarà quella di evitare folle e code nei mercati, che, a causa della situazione cubana, sono centri estremamente pericolosi. Marrero ha indicato che saranno prese decisioni per garantire gli approvvigionamenti di cibo in modo razionale e facilitarne distribuzione in tutte le case, qualcosa che secondo gli esperti non sarà facile, poiché il grande problema a Cuba è il deficit di grandi quantità di beni. Tuttavia, è stato riferito, esiste una volontà ufficiale di evitare assembramenti ad ogni costo, anche con misure di polizia. L’azione degli agenti di polizia per le strade sarà aumentata nei prossimi giorni e contro coloro che non ascoltano le ragioni, saranno adottate sanzioni. “Tutto ciò che annunciamo è da rispettare scrupolosamente” – ha sottolineato Marrero.

I mercati e i ristoranti rimarranno aperti, ma d’ora in poi dovranno rispettare rigide misure igieniche e di distanza – minimo due metri – altrimenti saranno chiusi dalle autorità. È stato inoltre ribadito che i lavoratori autonomi – 600.000 sull’isola – che devono chiudere l’attività o vedere il proprio reddito sostanzialmente ridotto, saranno temporaneamente esenti dal pagamento delle tasse e non perderanno la licenza.

La situazione dei turisti che non hanno ancora lasciato l’isola è difficile a causa della cancellazione di numerosi voli. Martedì 24 marzo inizia il divieto di ingresso nel paese dei turisti, ma sebbene lo spazio aereo non sia chiuso, la decisione di diverse compagnie di annullare le proprie operazioni può lasciare migliaia di persone bloccate. È il caso di Air France e Air Europa, oltre ad alcune latinoamericane. Iberia mantiene ancora i voli ma ha ridotto le sue frequenze. Circa 1.500 argentini sono attualmente bloccati sull’isola, senza che siano previsti voli di ritorno. Fino alla sera di lunedì 23 marzo, secondo fonti del dipartimento dell’immigrazione, a Cuba c’erano circa 1.500 spagnoli, 4.000 tedeschi, 2.000 italiani, circa 3.000 francesi e altri 30.000 turisti di varie nazionalità.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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