Anche in Ungheria e in Lussemburgo arrivano gli aiuti dalla Cina

Pubblicato il 24 marzo 2020 alle 12:24 in Cina Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La China Construction Bank corporation ha donato 20.000 mascherine protettive all’Ungheria e 1.500 al Lussemburgo per aiutare i due Paesi a contrastare la diffusione del coronavirus. 

Per quanto riguarda l’Ungheria, l’annuncio è giunto, il 23 marzo, dall’agenzia stampa cinese, Xinhua, la quale ha rivelato che le mascherine sono state donate al Centro nazionale ungherese per i servizi sanitari. Da parte sua, il console economico cinese in Ungheria, Liu Bo, ha dichiarato che tali aiuti giungono in dimostrazione del sostegno da parte dell’Ambasciata e delle aziende cinesi in Ungheria agli sforzi di Budapest volti a contrastare il coronavirus, rilevato in 187 cittadini. 

Nella stessa giornata, Xinhua ha rivelato anche l’invio da parte della China Construction Bank corporation di 1.500 dotazioni medico-sanitarie al Lussemburgo, dove vi sono 875 casi. Nello specifico, gli aiuti sono stati recapitati al Ministero della Salute del Paese, il quale ha organizzato una cerimonia per l’arrivo degli aiuti. All’evento ha partecipato che il responsabile della divisione europea della China Construction Bank corporation, Gang Peng, il quale ha dichiarato che è intenzione della CCB impegnarsi nel sociale, come dimostrato con l’invio di aiuti al Lussemburgo. Nello specifico, Gang Peng ha dichiarato che in situazioni di necessità, i governi e i cittadini europei si sono mostrati pronti ad aiutare la Cina. Ora, invece, data la difficoltà in cui si trova l’Europa, la CCB è pronta a fornire il suo supporto.  

In aggiunta, ha rivelato la CCB, altri aiuti sono stati donati ad altri Paesi europei, come la Francia e l’Italia. Inoltre, il gruppo bancario ha dichiarato di aver mobilitato il proprio network per aiutare gli ospedali europei a mettersi in contatto con i fornitori di dispositivi medici. 

Prima dell’invio di aiuti da parte della Cina all’Ungheria e al Lussemburgo, il colosso cinese del commercio online, Alibaba, aveva già inviato mascherine protettive all’Italia e alla Francia per fronteggiare la diffusione del virus.   

Tuttavia, oltre alla Francia e all’Italia, anche la Polonia, la Bulgaria, la Repubblica Ceca e la Serbia hanno già ottenuto la disponibilità della Cina per quanto riguarda la fornitura delle dotazioni medico-sanitarie necessarie per fronteggiare l’emergenza da coronavirus.    

Per quanto riguarda la Polonia, da un comunicato ufficiale del Ministero degli Esteri polacco si apprende che la Cina invierà 20.000 mascherine, 5.000 tute protettive, 5.000 visiere, 10.000 guanti medici monouso e 10.000 protezioni per le calzature.    

Passando invece alla Bulgaria, il primo ministro di Pechino ha confermato la disponibilità del proprio Paese a inviare mascherine, visiere protettive, guanti e altre dotazioni. Attualmente, sono già state donate 12.000 mascherine chirurgiche e altre 2.000 mascherine con filtri, ma la Cina è pronta a mettere in contatto la Bulgaria con aziende cinesi che producono dotazioni protettive e respiratori polmonari, affinché Sofia possa acquistare quanto necessario attraverso le Agenzie per il Commercio dei due Paesi.   

In Repubblica Ceca, invece, un aereo con oltre un milione di aiuti proveniente dalla Cina è atterrato all’aeroporto di Praga, il 20 marzo, mentre altri due velivoli sono giunti nella giornata di sabato 21. Nel Paese, alcune regioni sono teatro di carenza di dispositivi medici, principalmente ventilatori polmonari e mascherine.   La prima tranche, secondo quanto specificato dal presidente, Milos Zeman, era già giunta in Repubblica Ceca lo scorso mercoledì 18 marzo, quando erano stati recapitati 150.000 test diagnostici.   

Per quanto invece riguarda la Serbia, l’emergenza coronavirus nel Paese balcanico è ancora contenuta. Ciò ha fatto sì che la Serbia si sia sentita abbandonata dai leader dell’Unione Europea, di cui il Paese balcanico non è ancora membro, impegnati con Paesi più colpiti dal virus. Ciò ha lasciato spazio alla Cina per dimostrare la sua solidarietà nei confronti dei Paesi dell’Europa centrale e orientale, consentendo a Pechino di estendere il suo mezzo diplomatico correlato al coronavirus a una regione che negli ultimi anni è divenuta un campo da battaglia geopolitico per la definizione delle sfere di influenza di UE e Cina.       

Nello specifico, secondo il South China Morning Post, dopo aver raggiunto livelli controllabili di diffusione del virus all’interno del proprio territorio, la Cina sta ora attuando la sua strategia diplomatica correlata al coronavirus nell’Europa centrale e orientale. Nello specifico, tale strategia si articola in modo binario. Da un lato vi è la fornitura di strumenti e dotazioni mediche, al prezzo di mercato o in via gratuita, ai Paesi maggiormente colpiti, come l’Italia e la Spagna. Dall’altro lato, la Cina sta tenendo sessioni di condivisione di esperienze con Paesi meno sviluppati dell’Europa centrale e orientale, di cui 17 si sono uniti al formato “17+1”.      

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale
Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.