Il Qatar aiuta Gaza con 150 milioni di dollari

Pubblicato il 23 marzo 2020 alle 17:24 in Palestina Qatar

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Doha ha reso noto che invierà 150 milioni di dollari ai territori palestinesi della Striscia di Gaza, con il fine di aiutare la popolazione ad affrontare l’emergenza coronavirus e a sostenere i programmi umanitari e gli sforzi profusi dalle Nazioni Unite.

L’annuncio è giunto il 22 marzo, attraverso l’account Twitter dell’agenzia di Stato qatariota. Nello specifico, l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani, si è impegnato a stanziare tale cifra nell’arco dei prossimi sei mesi, con il fine ultimo di alleviare le sofferenze del popolo palestinese e contribuire agli sforzi profusi a livello globale per arginare la diffusione di COVID-19. La notizia è stata poi confermata dal primo ministro dell’Autorità Palestinese e capo dell’ufficio politico di Hamas, Isma’il Haniyeh, il quale ha espresso il proprio apprezzamento per gli aiuti stanziati da Doha, i quali dimostrano la posizione autentica del Qatar a sostegno del popolo palestinese.

I primi due casi positivi al coronavirus a Gaza sono stati riportati proprio nella giornata del 22 marzo. Si tratta di due palestinesi recatisi precedentemente in Pakistan e posti in quarantena una volta ritornati a casa. Tuttavia, sono più di 1270 i pazienti attualmente isolati, dopo aver viaggiato in Israele ed Egitto, e posti in quarantena all’interno di ospedali, scuole ed alberghi. Parallelamente, mercati pubblici, scuole e centri per venti pubblici sono stati chiusi nelle ultime due settimane a Gaza per provare ad arginare la diffusione del virus. A tali misure si è successivamente aggiunta la chiusura di ristoranti e bar, e la sospensione della preghiera comunitaria del venerdì in moschea.

In totale, nei territori dell’Autorità Palestinese, i contagi di COVID-19 ammontano a 59. Di questi, 37 persone sono risultate essere infette dopo che un gruppo di 51 turisti religiosi, provenienti dalla Grecia e giunti a Betlemme nei primi di marzo, è risultato positivo una volta tornato nel proprio Paese. Il governo palestinese, tuttavia, è stato colto di sorpresa dalla pandemia, e tuttora risente della mancanza di attrezzature mediche sufficienti ed adeguate, destinate altresì allo screening dei pazienti, oltre che di strutture per la messa in quarantena. Attualmente, i pazienti vengono curati negli hotel locali, vista la mancanza di posti letto negli ospedali.

Anche la Striscia di Gaza è caratterizzata da servizi sanitari inadeguati e da una carenza di medicinali e forniture mediche, con un deficit di circa il 45%, secondo i dati del Ministero della Salute. I mezzi e le risorse che vengono forniti attualmente servono a soddisfare soltanto la metà del proprio fabbisogno. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha messo in guardia da una eventuale diffusione di coronavirus nella Striscia di Gaza, specificando come il sistema sanitario non potrebbe essere in grado di far fronte ad un focolaio nella regione. “Gaza è pronta a gestire solo i primi 100 casi. Dopo avrà bisogno di ulteriore supporto” sono state le parole del capo della sezione distaccata dell’OMS a Gaza, Abdelnasser Soboh.

Non è la prima volta che Doha invia donazioni alla Striscia di Gaza. In particolare, sin dall’ultima guerra a Gaza, del 2014, il Qatar, con l’approvazione di Israele, ha fornito oltre 1 miliardo di dollari in fondi per la ricostruzione dell’area e per pagare gli stipendi degli impiegati palestinesi, in particolare dei più poveri. Il fine ultimo è non solo alleviare la situazione economica, ma altresì disinnescare le tensioni lungo il confine con Israele. A tal proposito, nel 2019, Doha ha fornito oltre 150 milioni di dollari per acquistare carburante per la sola centrale elettrica di Gaza e fornire contributi mensili a circa 70.000 bisognosi dell’enclave.

In tale quadro, il Qatar non ha stretto relazioni formali con Israele, che disapprova i legami dello Stato del Golfo con l’Iran e Hamas. Tuttavia, i funzionari israeliani accolgono privatamente la generosità del Qatar a Gaza, considerandolo un modo per prevenire le crisi umanitarie, sebbene il denaro di Doha aiuti Hamas a mantenere il proprio dominio.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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