Libano: ucciso un “aiutante di Israele”, compagno di Fakhoury

Pubblicato il 23 marzo 2020 alle 14:35 in Israele Libano

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Aggressori, al momento ignoti, hanno ucciso un membro della South Lebanon Army (SLA), una milizia sostenuta da Israele, a pochi giorni di distanza dal rilascio di un libanese-statunitense membro della stessa organizzazione, Amer Fakhoury.

L’uomo ucciso a colpi di spari è Antoine Hayek. La notizia è stata riportata, il 22 marzo, da due ufficiali libanesi, i quali hanno riferito che l’uomo è stato sparato per mezzo di una pistola dotata di silenziatore, mentre questo si trovava nel suo negozio di alimentari, situato nel villaggio meridionale di Mieh Mieh, nei pressi della città portuale di Sidone. Secondo quanto affermato dai media libanesi, Hayek, un poliziotto in pensione di 58 anni, aveva lavorato come guardia presso la prigione di Khiam, controllata dall’oramai smantellata SLA, nel corso dei 18 anni di occupazione israeliana in Libano, terminata nel 2000.

Per quanto riguarda Amer Fakhoury, si tratta di un libanese-statunitense, anch’egli ex membro dell’oramai smantellata South Lebanon Army, accusato di aver assistito all’uccisione e alle torture perpetrate contro i compagni di cella, durante il periodo di prigionia a Khiam, tra gli anni ottanta e novanta, oltre ad essere coinvolto in prima persona in alcuni omicidi, guadagnando, in tal modo, il titolo di “macellaio di Khiam”. L’uomo è stato arrestato nel mese di settembre 2019 in Libano, dopo che, nel 2000, era riuscito a fuggire via insieme ad altre centinaia di membri della milizia di appartenenza, a seguito del ritiro di Israele dal Libano. Questi si erano probabilmente recati negli Stati Uniti, nel New Hampshire.

Il 17 ottobre, il tribunale militare del Libano ha fatto cadere le accuse contro Fakhoury, a causa della scadenza dei termini di prescrizione. Una decisione che è stata ben accolta dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale, il 19 marzo, ha annunciato di aver riportato a casa un cittadino americano, compiendo, in tal modo, un grande passo. Le dichiarazioni sono giunte dopo che ufficiali statunitensi avevano riferito che Fakhoury era salito a bordo di un Boeing V-22 Osprey, presso il compound dell’ambasciata statunitense di Awkar, nei pressi di Beirut. A detta dei media libanesi, Hayek era vicino a Fakhoury. Tuttavia, sebbene quest’ultimo fosse tra le centinaia di libanesi fuggite con l’indietreggiamento di Israele dal Libano, Hayek era, invece, rimasto nel proprio Paese e condannato a 18 mesi di reclusione, dopo essere stato processato con l’accusa di aver collaborato con Israele e di aver torturato e ucciso prigionieri. Ad ogni modo, per alcune fonti giudiziarie libanesi, i casi Hayek e Fakhoury potrebbero essere collegati.

Il caso Fakhoury ha rappresentato un possibile motivo di tensione nella cornice delle relazioni Washington –Beirut. Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha definito il rilascio di Fakhoury e la sua uscita dal Libano una forma di violazione della sovranità del Paese e delle leggi vigenti. Non da ultimo, anche gli Stati Uniti avrebbero esercitato pressioni volte alla liberazione del “macellaio di Khiam”, dimostrate altresì dalla donazione di 1,7 miliardi di dollari alle forze armate libanesi, nel 2006. Inoltre, l’arresto di Fakhoury e l’influenza di Hezbollah in Libano avevano spinto Washington a minacciare sanzioni contro Beirut. A tal proposito, nel gennaio 2020, la senatrice Jeanne Shaheen aveva dichiarato che stava redigendo un disegno di legge sulle sanzioni per ritenere responsabili i complici dell’arresto di Fakhoury. “Il governo libanese deve capire che ci saranno conseguenze per la sua continua detenzione”, aveva detto Shaheen, altresì membro del Comitato per le relazioni estere del Senato.
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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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