Kosovo: Kurti rimuove i dazi, ma la sfiducia arriva in Parlamento

Pubblicato il 23 marzo 2020 alle 12:30 in Europa Kosovo

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Il premier del Kosovo, Albin Kurti, ha parzialmente rimosso i dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia. Ciò nonostante, la mozione di sfiducia ha raggiunto il Parlamento. 

È quanto rivelato, lunedì 23 marzo, dall’agenzia stampa del Kosovo, RTKla quale ha annunciato che la mozione di sfiducia è ufficialmente giunta in Parlamento nella giornata di sabato, 21 marzo. Nello specifico, la mozione è stata firmata da 46 parlamentari sui 120 che compongono l’organo legislativo di Pristina, ma, secondo le dichiarazioni del presidente della Camera, Vjosa Osmani, non è ancora stata convocata una seduta per il voto sulla sfiducia al Governo.  

Tuttavia, in base alla legge, rivela l’agenzia stampa, ciò potrà accadere a breve, dato che una mozione di sfiducia deve essere votata dal Parlamento nel periodo compreso tra i due e i cinque giorni dalla sua presentazione. 

La sfiducia è giunta nonostante la totale rimozione dei dazi sulle materie prime provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia, annunciata nella serata del 20 marzo dal premier. Nello specifico, Kurti aveva dichiarato, al termine di un vertice online del governo, di aver votato positivamente sulla parziale rimozione dei dazi sui beni provenienti da Sarajevo e Belgrado. Nello specifico, la decisione del governo riguarda la totale rimozione fino all’1 aprile dei dazi sulle materie prime. Allo scadere del termine, il governo si riunirà nuovamente per votare sulla rimozione dei dazi anche sugli altri beni, il che comporterebbe l’adozione di misure di reciprocità con gli altri due Paesi.  

Tale decisione è stata approvata con 10 voti a favore e 2 astensioni. Tuttavia, ad aver votato sono stati solo i membri del partito di KurtiVetevendosje, e del ministro bosniaco per il governo locale, Emilija Redzepi. Al contrario, i membri del partito di coalizione, LDK, non hanno partecipato al voto, il quale si è tenuto via email, e sono stati considerati assenti. I due rappresentanti della lista Srpska, invece, si sono astenuti. 

La misura approvata dal governo era stata già presentata lo scorso 27 febbraio. Nello specifico, Kurti aveva proposto la rimozione dei dazi sulle materie prime fino al 15 marzo, ma ciò non era stato portato avanti a causa dell’opposizione dell’altro partito della coalizione di governo, l’LDK, il quale aveva chiesto la rimozione della totalità dei dazi. Tale posizione, inoltre, era sostenuta dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea.  

Tale divergenza di opinioni costituisce il fulcro della mozione di sfiducia, annunciata dal leader dell’LDK, Isa Mustafa, dopo che il premier aveva rimosso inaspettatamente dall’incarico il ministro dell’Interno, Agim Veliu, membro dell’LDK. Veliu era stato sfiduciato dal premier il 18 marzo per aver “diffuso il panico” nella popolazione sul coronavirus. Mustafa aveva in tale occasione ribadito di non essere stato consultato dal suo alleato di coalizione prima di procedere con tale decisione, la quale è stata, aveva specificato il leader dell’LDK, del tutto arbitraria.    

Tale mossa del partito di KurtiVetevendosje, secondo quanto dichiarato dal leader dell’LDK, Isa Mustafa, ha violato numerosi punti dell’accordo di governo, già in crisi a causa delle divergenze sulla rimozione dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia.  

In tale contesto, Mustafa aveva annunciato che l’LDK era pronto a elaborare una mozione di sfiducia per il governo da presentare al Parlamento, il quale sarà chiamato a decidere sull’ingovernabilità di cui è teatro il Kosovo. Attualmente, aveva specificato il leader del partito di centrodestra, Kurti non collabora con l’LDK e prende decisioni in grado di compromettere le relazioni con gli Stati Uniti. Per tale ragione, la mozione di sfiducia si rivela necessaria, data l’intenzione dell’LDK di salvaguardare le relazioni con Washington.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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