Coronavirus: Spagna prolunga di 15 giorni stato di allerta

Pubblicato il 23 marzo 2020 alle 10:00 in Europa Spagna

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Il governo spagnolo prolungherà lo stato di allerta per alti 15 giorni a causa della crisi del coronavirus, misura che richiede l’approvazione del Congresso dei deputati. Questo è il messaggio principale che Pedro Sánchez ha trasmesso ai presidenti regionali questa domenica, 22 marzo, nella seconda riunione telematica che hanno tenuto da quando è entrato in vigore lo stato di allarme. La misura eccezionale in vigore è stata approvata in un Consiglio straordinario dei ministri il 14 marzo ed è in vigore dal giorno successivo. La sua durata si concluderà il 29 marzo. Con l’estensione del periodo di quarantena, il confinamento dei 47,1 milioni di spagnoli durerà almeno fino a dopo Pasqua. Il governo ha dibattuto per giorni se estendere lo stato di allarme e sulla possibilità di farlo per almeno due settimane, poiché meno tempo avrebbe comportato che si sarebbe usciti dalla quarantena poco prima di un periodo di vacanza come Pasqua, tra la principali stagioni turistiche del Paese.

La Costituzione stabilisce all’articolo 116.2 che lo stato di allerta sarà proclamato dal governo con un decreto concordato nel Consiglio dei ministri “per un periodo massimo di 15 giorni, riferendo al Congresso dei deputati, che si riunisce immediatamente a tale scopo e senza la cui autorizzazione detto termine non può essere prorogato”. “Il decreto determinerà l’ambito territoriale al quale si estendono gli effetti della dichiarazione”, aggiunge la Legge fondamentale. Il leader del Partito Popolare, Pablo Casado, ha già garantito al governo il suo sostegno per una possibile estensione dello stato di allarme. Mercoledì prossimo, 25 marzo, è convocata una sessione plenaria del Congresso in cui verrà approvata l’estensione dello stato di allerta. Martedì 24 il Consiglio dei ministri ne chiederà l’estensione. “Spero di avere il sostegno di tutte le forze politiche, mi appello alla loro responsabilità” dinanzi alla situazione di “emergenza nazionale” causata dal coronavirus –  ha affermato Sánchez in un’apparizione dal palazzo della Moncloa dopo l’incontro con i presidenti regionali. “Il mio ruolo è coordinare le pubbliche amministrazioni, non soppiantarle, evitando qualsiasi perdita di tempo” – ha affermato Sánchez, che ha chiesto “di non perdere” tempo “sulle sfumature”, cioè sulle differenze tra i responsabili delle diverse istituzioni.

La Spagna ora ha più di 29.900 casi di positività 1.813 morti. Nelle ultime 24 ore, più di 400 persone sono morte per Covid-19. I leader territoriali hanno concordato nei loro interventi di richiedere altro materiale sanitario. Molti sono stati a favore di una limitazione della mobilità, come Quim Torra (Catalogna), Juan Manuel Moreno (Andalusia), Javier Lambán (Aragona), Emiliano García-Page (Castiglia-La Mancha), Alfonso Fernández Mañueco (Castiglia e León) e Ximo Puig (Comunità Valenciana). Nel suo discorso al termine dell’incontro, di oltre quattro ore, Sánchez ha elogiato l’atteggiamento dei cittadini che rispettano le misure di confinamento e ha sottolineato l’importanza di “mantenere il polso dell’attività economica di base”. Da qui l’importanza di “calibrare” correttamente i settori che possono essere limitati, ha sottolineato il presidente. Sánchez considera inoltre prioritaria la fornitura di posti letto in terapia intensiva alle autonomie maggiormente colpite dalla crisi. “Ci saranno giorni molto difficili. Siamo tutti nella stessa squadra” – ha concluso il premier, finora molto criticato per la gestione dell’emergenza.

Tra le nuove misure che devono essere applicate dal governo annunciato dal presidente dopo l’incontro vi è che le comunità disporranno di case di cura private e quindi delle loro strutture, materiali e risorse umane. Le forze armate amplieranno il loro lavoro con il trasferimento di pazienti che lo richiedono via terra o via aerea; garantiranno l’uso di infrastrutture critiche e anche il trasporto di personale medico e paramedico tra la penisola e gli arcipelaghi. Inoltre, risorse opportune saranno fornite ai consigli comunali per la distribuzione di cibo e altre necessità di base, come i farmaci, in modo che gli anziani non debbano uscire di casa. Una limitazione temporanea si applicherà anche a tutti quei “viaggi non essenziali che vengono effettuati da altri paesi”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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