Coronavirus negli Stati Uniti: aumentano i contagi e il caos politico

Pubblicato il 23 marzo 2020 alle 19:52 in USA e Canada

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I senatori democratici degli Stati Uniti hanno bloccato una legge di aiuti da 2 trilioni dollari per affrontare l’epidemia di coronavirus, per il secondo giorno consecutivo, il 23 marzo. Mentre i contagi aumentano, le misure e i loro effetti tardano. 

Prima del voto, i senatori si sono scontrati per i ritardi che avevano impantanato l’imponente disegno, sottolineando l’impossibilità che il Congresso possa essere in grado di raggiungere un accordo nelle prossime ore. Alcuni rappresentanti avevano sperato di concludere le discussioni sul pacchetto economico il 20 marzo, ma i colloqui si sono rivelati problematici, data la rilevanza delle misure. I democratici sostengono che il disegno di legge è sproporzionatamente incline a supportare le aziende, ma non prevede sufficienti benefici per le famiglie e gli operatori sanitari. Da parte loro, i repubblicani hanno risposto che la legge offre assistenza finanziaria senza precedenti all’intera economia e deve essere approvato prima che troppe persone perdano il loro impiego.

Il voto del 23 marzo si è concluso con 49 favorevoli e 46 contrari. Un risultato ben al di sotto della soglia dei 60 voti necessari per far avanzare la legislazione verso il dibattito finale. “Questo deve finire e oggi è il giorno in cui deve finire”, ha dichiarato il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell. “Il Paese non ha più tempo tempo”, ha aggiunto. McConnell ha poi accusato i democratici di aver ostacolato il pacchetto di salvataggio. Questi, da parte loro, hanno dichiarato che la legislazione non era trasparente, sopratutto nel modo in cui le imprese potevano ricevere centinaia di miliardi di dollari in prestiti di emergenza. Il senatore Joe Manchin III ha affermato che il disegno di legge fa sembrare il Senato “più concentrato sulle grande corporazioni e sulla salute di Wall Street di quanto lo sia dell’assistenza sanitaria delle persone nelle aree rurali dell’America”.

Le misure di auto-isolamento imposte dal governo statunitense potrebbero avere importanti costi economici e lo stesso presidente, Donald Trump, ha messo in dubbio la loro durata. “Non possiamo permettere che la cura sia peggio del problema stesso”, ha scritto in un post su Twitter. “Alla fine del quindicesimo giorno, prenderemo la decisione sulla strada da intraprendere”, ha aggiunto. Il governo sostiene che Trump voglia alleggerire le linee guida quando il periodo di 15 giorni sarà terminato, il prossimo lunedì 30 marzo. Tuttavia, realisticamente, gli esperti di salute pensano che non sia abbastanza tempo per sapere se le misure annunciate il 16 marzo – che includono mantenere le distanze, chiudere le scuole e limitare gli aggregamenti – saranno sufficienti. Nel frattempo, negli Stati Uniti, il numero di casi è salito oltre i 35.000, con un bilancio delle vittime di 495, secondo i dati della John Hopkins University.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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