L’Iran rifiuta gli aiuti americani

Pubblicato il 22 marzo 2020 alle 12:56 in Iran USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Guida Suprema dell’Iran, Ayatollah Ali Khamenei, ha rifiutato con fermezza l’offerta di aiuti umanitari statunitensi per fronteggiare la crisi causata dal coronavirus nel Paese, il 22 marzo.

Durante un discorso trasmesso televisivamente, il leader iraniano, che è la più alta carica prevista dalla costituzione del Paese, ha dichiarato che gli americani si sono più volte offerti di aiutare l’Iran nel contenimento dell’epidemia, ritenendo tale proposta di sostegno alquanto strana per più ragioni. Gli USA sono stati accusati di essere gli stessi creatori del coronavirus e per tanto, ha affermato Khameni, è impossibile fidarsi di loro difronte a tali sospetti. Il leader iraniano ha anche avanzato l’ipotesi che, viste le relazioni tra i due Paesi, gli americani potrebbero fornire all’Iran sostanze che consentano al virus di resistere più a lungo.

Khamenei ha aggiunto, poi, che gli USA stessi hanno gravi problemi a combattere il virus in patria e per tanto dovrebbero preoccuparsi di usare i propri medicinali per sé. Il leader, che è un forte critico di Washington, ha assicurato che la Repubblica islamica ha tutte le capacità necessarie per superare ogni tipo di crisi e sfida, incluso il coronavirus, affermando che il nemico principale e più minaccioso dell’Iran sono proprio gli Stati Uniti, i cui leader sono dei ciarlatani e bugiardi.

L’Iran è stato tra i Paesi maggiormente colpiti al mondo dal coronavirus ed è quello che ha sofferto più casi e perdite in Medio Oriente. Dalla comparsa del virus nella città di Qom, meta di pellegrinaggio religioso, il 19 febbraio, in totale sono 20.610 i casi riscontrati, 11.419 quelli ancora attivi, 1.556 le morti e 7.635 le guarigioni. Il 12 marzo, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha lanciato un appello pubblico affinché le sanzioni contro il proprio Paese vengano ridotte e siano inviati aiuti sanitari. Allo stesso tempo, stando al direttore della Banca Centrale iraniana, Abdolnaser Hemmati, il Paese ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale (FMI) sia un prestito da 5 miliardi di dollari, sia l’attuazione del Rapid Financing Instrument (RFI), un meccanismo di finanziamento del FMI.

Le sanzioni sono il frutto dell’inasprimento delle relazioni tra Teheran e Washington, iniziato l’8 maggio 2018. In tale data, gli Stati Uniti si sono ritirati dall’Accordo sul Nucleare Iraniano (JCPOA) e hanno imposto sanzioni su vari settori economici del Paese, tra cui quello petrolifero e quello bancario, per costringerlo a negoziare il proprio programma missilistico-nucleare. Ne è conseguita un’escalation di tensioni, culminata con l’uccisione del generale a capo della Quds Force, Qassem Soleimani, durante un raid aereo americano il 3 gennaio scorso all’aeroporto di Baghdad. A tale gesto, l’Iran ha risposto con attacchi ai presidi statunitensi in Iraq l’8 gennaio. Tutt’ora, l’Iran è accusato dagli USA di essere coinvolto nei ripetuti attacchi alle truppe internazionali anti-ISIS di stanza in Iraq e ai presidi americani nel Paese, l’ultimo dei quali si è verificato il 18 marzo.

Dal punto di vista economico, nell’ultimo anno, la rivalsa americana su Teheran ha fatto raggiungere all’inflazione un tasso del 33,5% e un declino della crescita del 6%. Questi dati, unitamente alla percezione di una cattiva gestione amministrativa e della corruzione, hanno provocato malcontento generale e proteste. Dal 17 marzo, gli USA hanno inserito 7 società internazionali nella lista nera per l’acquisto di prodotti petrolchimici iraniani, alcune con sede in Sud Africa, Hong Kong e Cina e il 19 marzo sono state imposte ulteriori sanzioni su altre 5 società.

Leggi Sicurezza internazionale il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.