Coronavirus: Russia e Cuba hanno inviato aiuti all’Italia

Pubblicato il 22 marzo 2020 alle 8:50 in Cuba Russia

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La Russia e Cuba hanno inviato aiuti in risorse umane e materiali all’Italia, per sostenerla nella lotta alla diffusione del coronavirus che sta mietendo un numero di vittime sempre maggiore.

Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, ha comunicato che l ’esercito russo invierà aiuti sanitari all’Italia da domenica 22 marzo, attenendosi a quanto ordinato dal presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Sabato 21 marzo, il leader russo ha tenuto una conversazione telefonica con il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, e ha offerto alla penisola l’aiuto del proprio Paese che fornirà all’Italia veicoli per disinfettare e specialisti che possano essere di sostegno nelle regioni maggiormente colpite. A tale colloquio è seguito quello dei rispettivi ministri della Difesa, Shoigu e Guerini, durante il quale la parte italiana ha confermato la prontezza ad accettare gli aiuti russi da domenica 22 marzo e ha poi espresso grande gratitudine.

 In particolare, ha specificato l’agenzia di stampa russa Tass, il ministro Shoigu ha affermato che aerei militari russi da trasporto veicoleranno in Italia 8 brigate mediche mobili dell’esercito, composte da medici e virologi, appositi veicoli per disinfettare montati su camion Kamaz e dispositivi medici di protezione.

Oltre a quello russo, all’Italia arriverà anche il sostegno di Cuba. Nel weekend del 21 e 22 marzo, L’Avana ha inviato alla penisola 52 tra medici e infermieri diretti in Lombardia, la regione più colpita dal coronavirus. Si tratta della prima volta in cui l’isola ha inviato un contingente sanitario al Paese europeo. Durante la pandemia, Cuba ha dispiegato un’operazione diplomatica medica, inviando forme di sostegno simili anche a Venezuela, Nicaragua, Jamaica, Suriname e Grenada.

Alcuni medici cubani in partenza per l’Italia hanno rilasciato commenti a Reuters affermando che, nonostante tutti abbiano paura, hanno un dovere rivoluzionario da rispettare per il quale accantonare ogni timore. Uno dei medici cubani, Leonardo Fernandez, ha concluso dicendo che non si tratta di supereroi ma di dottori rivoluzionari. In particolare, per l’uomo quella in Italia sarà l’ottava missione internazionale. In precedenza, si era recato, tra gli altri luoghi, in Liberia durante la diffusione dell’ebola.

Cuba conta uno dei tassi più alti nel numero di dottori per persona al mondo. Le sue brigate mediche di soccorso in situazioni di calamità sono apprezzate e riconosciute a livello internazionale. Nel Paese, dove i casi finora confermati sono 25, le autorità stanno adottando misure di contenimento del virus. Tra queste, il presidente cubano, Miguel Diaz-Canel, ha deciso di chiudere l’accesso ai non residenti, impattando il settore del turismo che è uno dei motori economici del Paese.

Stando ai dati rilasciati a cadenza giornaliera alle 18:00 in una conferenza stampa dal capo della protezione civile, Angelo Borrelli, sabato 21 marzo l’Italia ha confermato la presenza di 42.681 casi attivi, 4.825 decessi e 6.072 guariti. Dalla comparsa del coronavirus nel Paese il 30 gennaio, i casi totali sono stati 53.578, le regioni più colpite al momento sono la Lombardia con 17.370 casi attivi, l’Emilia Romagna con i suoi 5.661 e il Veneto con 4.617. A oggi, l’Italia è il Paese che al mondo ha perso il numero maggiore di persone, sorpassando anche la Repubblica Popolare Cinese (RPC), dove il totale dei decessi è stato di  3.261 a fronte di un totale di casi riscontrati pari a 81.054.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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