Israele: “controllo digitale” per tracciare i sospetti casi di coronavirus

Pubblicato il 21 marzo 2020 alle 6:42 in Israele Medio Oriente

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Israele ha inaugurato un controverso sistema di rilevamento dei sospetti casi di portatori di coronavirus, effettuando un controllo di tipo digitale. Secondo quanto riferito dalle emittenti locali, venerdì 20 marzo, nella prima giornata di prova sono stati inviati circa 400 messaggi di avvertimento. Lsms, emesso dal Ministero della Salute di Tel Aviv, recita: Secondo nostre indagini epidemiologiche ti sei trovato nelle immediate vicinanze di un malato di coronavirus. Devi entrare subito in quarantena.

Il programma è stato affidato, secondo un provvedimento di emergenza del governo, alla polizia e allagenzia di intelligence per gli affari interni di Israele, la Shin Bet. Il controllo include il monitoraggio dei telefoni cellulare, ma anche di altre piattaforme elettroniche private. Secondo alcune ONG israeliane per la difesa dei diritti umani, il provvedimento rischia di danneggiare la libertà personale e la privacy delle persone e, in più, dovrebbe essere approvato dal Parlamento prima di entrare in vigore. La disposizione invece, emessa dallesecutivo, ha avuto applicazione immediata.

Nel frattempo, è salito a 663 il bilancio attuale dei pazienti positivi al coronavirus in Israele, di cui 500, secondo le informazioni del governo, si trovano in condizioni relativamente buone. Tutta la popolazione è stata esortata a rimanere nelle proprie abitazioni e ad evitare di riunirsi in gruppi maggiori di 10 persone. Cresce altresì il numero dei cittadini sottoposti a controlli medici e a tamponi, parallelamente alle operazioni di ammodernamento delle strutture sanitarie. Le misure che sembrano contraddistinguere Israele sono tuttavia quelle tecnologiche, in particolare, appunto, l’utilizzo di dispositivi in grado di monitorare i casi infetti e le persone che entrano in contatto con essi. Tale sistema permette anche di controllare gli individui contagiati e di fare in modo che rispettino le misure stabilite e il divieto di uscire di casa, forzandoli alla quarantena.

Circa il quadro politico israeliano, è del 16 marzo la notizia con cui il presidente israeliano, Reuven Rivlin, ha conferito a Benny Gantz l’incarico di formare un nuovo esecutivo per Israele. La decisione è giunta dopo che quest’ultimo ha concluso le dovute consultazioni con i leader dei principali partiti politici di Israele, i quali hanno espresso il proprio sostegno a favore del capo di Blue and White, il partito centrista e liberale, principale oppositore del Likud, il partito del premier, Benjamin Netanyahu. Ciò è giunto a seguito delle elezioni svoltesi il 2 marzo scorso, giorno in cui la popolazione israeliana è stata esortata a recarsi alle urne per la terza volta in un anno.

Tuttavia, Gantz si ritrova al momento ad affrontare diversi ostacoli dettati dall’emergenza coronavirus, così come dalle divergenze interne alla Knesset, Netanyahu in primis. L’obiettivo sarà probabilmente formare un governo di unità nazionale o uno di minoranza, guadagnando la fiducia della maggior parte degli attori del panorama politico israeliano. Tuttavia, per portare a termine la missione, Gantz avrà solo 27 giorni di tempo, unimpresa alquanto complicata visto il frammentato assetto del Parlamento di Tel Aviv.

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Chiara Gentili

di Redazione

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