Coronavirus negli USA, New York in difficoltà

Pubblicato il 21 marzo 2020 alle 20:00 in Cina USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno registrato un totale di oltre 21.000 persone infette da coronavirus il 21 marzo, mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale che ha registrato un crescente bisogno di risorse umane e materiali. Per rispondere all’emergenza nazionale, Washington ha previsto di stanziare un pacchetto di stabilizzazione economica il cui valore potrebbe oscillare tra 1.3 e 1.4 trilioni di dollari.

Le cifre sono quelle indicate dal principale consigliere economico dell’amministrazione americana, Larry Kudlow, e ammontano al 10% del PIL nazionale. I senatori statunitensi hanno iniziato a discutere le misure economiche con i funzionari dell’amministrazione sabato 21 marzo ed è previsto che il Senato si esprimerà in meritò lunedì 23 marzo.

Lo Stato di New York è stato uno dei più colpiti dalla diffusione del coronavirus, basti pensare che la sua omonima città ha registrato da sola almeno 5.683 contagiati e 43 decessi. I medici in loco hanno espresso dubbi sulla capacità di rispondere a una tale crisi e a loro hanno fatto eco molti colleghi da altre parti del Paese. In particolare, lamentando un progressivo esaurimento di attrezzature fondamentali come strumenti protettivi e ventilatori. Molti sono i privati che hanno offerto un contributo, per rispondere alle necessità degli ospedali, ad esempio, i marchi d’abbigliamento del gruppo Hanes si sono offerti di convertire la propria produzione e realizzare mascherine. Per affrontare la crisi a New York City, inoltre, gli ingegneri dell’esercito americano stanno conducendo uno studio per convertire 10.000 stanze della città collocate in hotel o dormitori universitari in unità di assistenza medica. Questo è quanto affermato dal generale luogotenente Todd Semonite.

Tra gli Sati federali, 45 hanno adottato misure a grande impatto sullo stile di vita degli abitanti. Sono state chiuse scuole, locali di vario genere e sono stati proibiti eventi di assembramento. In California, Connecticut, Illinois, New Jersey e New York agli abitanti è stato chiesto di restare nelle proprie abitazioni e si pensa di chiudere tutte le attività non necessarie. A livello nazionale, oltre alle restrizioni dei viaggi da e verso Paesi esteri via aerea delle scorse settimane, gli USA hanno adottato misure di restrizione ai movimenti via terra. Dalla mezzanotte del 21 marzo chiuderanno le frontiere con Messico e Canada per i viaggi non essenziali.

Tra le emergenze del momento negli USA c’è sicuramente quella degli ospedali. In particolare, lo staff delle strutture ospedaliere ha visto porre in quarantena molti dei suoi operatori e per tanto si è registrata una crescente necessità di infermieri a contratto determinato che possano sostituire i colleghi. A quest’ultimi ci si riferisce con l’appellativo “infermieri in viaggio” e ammontano a circa 50.000 persone, solitamente vengono ingaggiati per 13 settimane. Nell’emergenza da coronavirus sono stati offerti loro compensi fino al doppio degli standard per incoraggiarli a recarsi laddove ce ne sia bisogno. Tuttavia, molti infermieri temporanei non stanno accettando le offerte di lavoro perché vogliono evitare di viaggiare vista la situazione corrente. Molti ospedali hanno chiuso interi reparti e hanno spostato il personale nell’area triage per assistere a chi si reca in ospedale per fare test o ricevere assistenza. La problematica della scarsità di infermieri è stata riscontrata in più stati come New York, Connecticut e Washington.

Il coronavirus si è originato nella RPC dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Stando ai dati rilasciati nel situation report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 20 marzo, sono 234.073 i casi confermati a livello globale e 9.840 decessi. L’Italia è stata uno dei Paesi maggiormente colpiti al mondo e il primo in Europa, stando ai dati pubblicati il 21 marzo dal Ministero della Salute il numero totale di casi è arrivato a 47.681 con 4.825 decessi e 5.129 guarigioni.

 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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