Kosovo: le proteste dai balconi per svegliare il governo

Pubblicato il 20 marzo 2020 alle 13:04 in Europa Kosovo

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I cittadini del Kosovo hanno protestato dai loro balconi, chiedendo al governo di occuparsi del coronavirus e non della crisi politica in grado di spaccare l’esecutivo a breve. 

È quanto rivelato da Reuters, il quale ha altresì specificato che seppur colpiti dal coronavirus e dalle misure di sicurezza che esso comporta, i cittadini kosovari hanno trovato un modo per protestare, sbattendo le pentole dai loro balconi. 

Le proteste si sono verificate dopo che Isa Mustafa, leader dell’LDK, il partito al governo con Vetevendosje, ha annunciato di non riuscire più a governare in tale coalizione, rivelato che una volta terminata l’emergenza coronavirus, avrebbe presentato mozione di sfiducia. La rottura, secondo quanto dichiarato, è principalmente scaturita dalle divergenze sulla rimozione dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia.  

L’annuncio, tuttavia, non è stato ben visto dai cittadini, i quali hanno deciso di protestare contro la classe politica, accusata di pensare prima ai propri interessi anziché al bene del popolo.  

Secondo quanto rivelato da Reuters, il coronavirus in Kosovo è stato rilevato per la prima volta venerdì 13 marzo. Nel giro di una settimana, i casi confermati sono diventati 20. Dopo la conferma della presenza del virus, il governo ha chiuso le scuole, le frontiere, i bar, i ristoranti e cancellato voli. Gli unici servizi ancora in funzione sono i supermercati e le farmacie.  

In realtà, anche il coronavirus rientra tra le motivazioni che hanno causato una spaccatura tra l’LDK e Vetevendosje. Nello specifico, l’annuncio di Mustafa era giunto dopo che il premier, Albin Kurti, aveva rimosso inaspettatamente dall’incarico il ministro dell’Interno, Agim Veliu, membro dell’LDK. Veliu era stato sfiduciato dal premier il 18 marzo per aver “diffuso il panico” nella popolazione sul coronavirus. Mustafa ha ribadito di non essere stato consultato dal suo alleato di coalizione prima di procedere con tale decisione, la quale è stata, ha specificato il leader dell’LDK, del tutto arbitraria.   

Tale mossa del partito di KurtiVetevendosje, secondo quanto dichiarato dal leader dell’LDK, Isa Mustafa, ha violato numerosi punti dell’accordo di governo, già in crisi a causa delle divergenze sulla rimozione dei dazi sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia. 

In tale contesto, Mustafa aveva annunciato che l’LDK è pronto a elaborare una mozione di sfiducia per il governo da presentare al Parlamento, il quale sarà chiamato a decidere sull’ingovernabilità di cui è teatro il Kosovo. Attualmente, aveva specificato il leader del partito di centrodestra, Kurti non collabora con l’LDK e prende decisioni in grado di compromettere le relazioni con gli Stati Uniti. Per tale ragione, la mozione di sfiducia si rivela necessaria, data l’intenzione dell’LDK di salvaguardare le relazioni con Washington.  

In aggiunta, il leader del partito di centrodestra aveva sottolineato le divergenze sulle misure da adottare per fronteggiare l’emergenza da coronavirus. In particolare, l’LDK sostiene sia necessaria la proclamazione dello stato di emergenza, sostenuto anche dal presidente, Hashim Thaci. Al contrario, Kurti ritiene che sia prematuro e non necessario, data l’adeguatezza delle misure finora adottate dal governo. Tuttavia, per il bene dei cittadini, Mustafa ha fatto appello a Thaci e Kurti affinché possano collaborare e decidere congiuntamente, indipendentemente dalle rispettive posizioni politiche.   

In tale quadro, in ogni caso, il leader dell’LDK aveva dichiarato di non vedere più alcuna ragione per governare con Vetevendosje. 

I due principali partiti del Kosovo, Vetevendosje e Democratic League for Kosovo (LDK), uno di centro-sinistra e l’altro di centro-destra, avevano raggiunto un accordo lo scorso 3 febbraio, dopo 4 mesi dalle elezioni, riuscendo a formare una coalizione di governo. La squadra formata da Kurti aveva ricevuto il sostegno del presidente dell’Albania, Ilir Meta, mentre aveva attirato le critiche delle formazioni politiche di etnia serba.  


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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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