Iraq: uno scenario politico ancora instabile

Pubblicato il 20 marzo 2020 alle 10:47 in Iraq Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

A tre giorni di distanza dalla nomina del premier designato per la formazione di un nuovo governo in Iraq, Adnan al-Zurufi, lo scenario politico sembra essere caratterizzato ancora da instabilità, a causa del mancato accordo tra le diverse alleanze parlamentari.

Le principali opposizioni sono giunte da partiti sciiti e filoiraniani, tra cui le coalizioni di al-Fatah e dello Stato di diritto. Queste si sono evidenziate nel corso delle consultazioni informali e dei negoziati intrapresi da al-Zurufi sin dal giorno della ricezione del mandato da parte del presidente iracheno, Barham Salih, il 17 marzo.

Secondo quanto rivelato da un politico iracheno e riferito il 20 marzo dal quotidiano Asharq al-Awsat, sembra che, al momento, tra le priorità del premier incaricato vi sia la creazione di canali di comunicazione con i propri interlocutori in Parlamento, così come il raggiungimento di un compromesso con i suoi principali oppositori. A detta di tale politico, in condizioni di anonimato, al-Zurufi, in realtà, è stato colto di sorpresa dall’opposizione riscontrata e dal rifiuto di alcuni partiti sciiti, in quanto la sua candidatura era stata accennata nei circoli politici anche precedentemente alla nomina e non sembrava aver incontrato alcuna voce di dissenso.

Inoltre, è stato evidenziato come i partiti sunniti e curdi, a favore della nomina di al-Zurufi, potrebbero essere restii ad entrare in un governo “di crisi”. Pertanto, è necessario che il premier neoeletto risolva qualsiasi forma di contrasto prima di stringere alleanze con i suoi sostenitori. In caso contrario, il rischio sarebbe acuire ulteriormente la crisi politica in cui versa attualmente l’Iraq, aggiungendosi alle altre problematiche legate alla diffusione di coronavirus e al calo dei prezzi di petrolio.

Parallelamente, altre fonti politiche hanno riferito, a seguito di un incontro tenutosi nella sera del 19 marzo, che diverse fazioni stanno spingendo per sostituire al-Zurufi con Naim Abdul-Malik al-Suhail, un politico sciita a capo dell’Alleanza delle tribù irachene, vicino alla coalizione dello Stato di diritto dell’ex primo ministro Nuri al Maliki. Tale candidato era stato già proposto immediatamente prima della nomina di al-Zurufi, trovando il consenso di diversi partiti, tra cui la coalizione Sairoon, che include il Movimento Sadrista, con a capo Muqtada al-Sadr, un clerico sciita.

Adnan al-Zurufi è un uomo di 54 anni, ex- governatore della città, ritenuta santa per gli sciiti, di Najaf, che ha guidato fino al 2015. Egli è poi a capo del gruppo parlamentare Nasr, in italiano “Vittoria”, istituito il 14 dicembre 2017 dall’ex primo ministro Haider al-Abadi. Non da ultimo, Zurufi è stato altresì un ufficiale delle autorità statunitensi che, dopo l’invasione del 2003 e la caduta del regime di Saddam Hussein, hanno preso il controllo dell’Iraq. Nel suo primo discorso del 17 marzo, al-Zurufi si è impegnato a tenere elezioni anticipate, a portare in tribunale i responsabili dell’uccisione dei manifestanti dell’ultima ondata di proteste, a contrastare la corruzione, ad affrontare l’epidemia di coronavirus e ad elaborare una politica estera irachena equilibrata.

Tuttavia, per alcuni, al-Zurufi è vicino al cosiddetto “asse americano”, visto il suo legame con gli Stati Uniti e la sua cittadinanza americana. Inoltre, è stato criticato altresì il meccanismo che ha portato alla nomina di tale candidato, che avrebbe violato la costituzione. Nello specifico, Salih, a detta degli oppositori di al-Zurufi, non ha tenuto conto della coalizione parlamentare con più rappresentanti, ovvero al-Bina, a cui partecipano Fatah e lo Stato di diritto. Pertanto, una scelta simile potrebbe minare la pace e l’integrità del tessuto sociale iracheno e deve essere frenata attraverso mezzi legali, politici e popolari. In realtà, secondo quanto riferito dal tribunale federale iracheno, Salih era autorizzato a compiere un passo simile ai sensi della costituzione irachena, che prevede la nomina di un premier da parte del presidente, anche senza tener conto del numero dei rappresentanti di un’alleanza parlamentare, dopo 15 giorni dalle dimissioni del candidato precedente.

Il perdurante stallo politico in Iraq ha visto, il primo marzo scorso, le dimissioni del primo ministro precedentemente designato per la formazione di un nuovo esecutivo, Mohammed Tawfiq Alawi, il quale, in tale data, si è scusato per non essere riuscito a portare a termine il compito assegnatogli, dopo aver fallito nel tenere una riunione parlamentare straordinaria volta a votare la fiducia al nuovo esecutivo.

Tuttavia, è dal 30 novembre 2019 che Baghdad si ritrova ad assistere ad un vuoto politico, a seguito delle dimissioni del premier allora in carica, Adel- Abdul Mahdi, ritiratosi dalla scena politica irachena, spinto dalla forte mobilitazione popolare. Le proteste in Iraq hanno avuto inizio il primo ottobre e, dopo una pausa di circa due settimane, queste sono riprese il 25 ottobre, senza più placarsi.

La richiesta fondamentale del popolo iracheno è un esecutivo indipendente, ovvero lontano dalle forze politiche protagoniste dello scenario politico degli ultimi anni, ed elezioni anticipate, considerate la soluzione migliore per far fronte alle problematiche del Paese. Alawi, dal canto suo, aveva più volte affermato di aver formato un governo indipendente, composto da candidati “esperti e imparziali”, evidenziando altresì che il nuovo esecutivo avrebbe dato vita ad una nuova pagina della storia dell’Iraq e avrebbe reso il Paese ancora più forte e libero. Nonostante ciò, Alawi, avendo assunto la carica di ministro delle Comunicazioni per due volte, è stato spesso considerato vicino a quella classe politica al potere fortemente contestata, e non in grado di rispondere alle richieste ed esigenze della popolazione irachena.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.