Gli USA limitano le attività militari all’estero

Pubblicato il 20 marzo 2020 alle 17:35 in Medio Oriente USA e Canada

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Gli Stati Uniti stanno limitando le proprie attività militari all’estero, comprese le operazioni contro l’ISIS in Iraq e quelle a supporto del governo in Afghanistan, a causa dell’emergenza del coronavirus. 

In Iraq, l’addestramento delle truppe locali, guidato dagli Stati Uniti e volto a combattere l’ISIS, è stato sospeso “per 60 giorni a titolo precauzionale a causa della pandemia globale”, secondo quanto ha annunciato il Ministero della Difesa del Regno Unito, il 19 marzo. “Per prevenire la potenziale diffusione di COVID-19, le forze di sicurezza irachene e le forze della coalizione hanno interrotto tutta la formazione. Ciò ha portato allo spostamento di alcune truppe”, ha dichiarato un funzionario per la Difesa statunitense alla CNN. “Alcuni addestratori lasceranno l’Iraq nei prossimi giorni e settimane. La coalizione rimane impegnata nella sconfitta duratura dell’ISIS e, se la situazione lo consentirà, riprenderemo l’addestramento”, ha aggiunto. Il Regno Unito, uno dei maggiori contribuenti alla coalizione contro l’ISIS in Iraq, ha ugualmente affermato che avrebbe riportato parte del suo personale nel Regno Unito a causa del momento di pausa.

Allo stesso modo, la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti in Afghanistan ha implementato una serie di restrizioni per prevenire la diffusione del virus, inclusa sospensione “temporanea” del movimento del personale in Afghanistan. Inoltre, il rientro di alcuni soldati in patria potrebbe essere posticipato per ragioni di sicurezza. Tale situazione potrebbe complicare i piani statunitensi di abbassare il numero delle loro truppe in Afghanistan a 8.600, una parte chiave dell’accordo USA-talebani che è stato firmato a Doha il 29 febbraio. Gli alti funzionari della Difesa degli Stati Uniti hanno insistito sul fatto che il coronavirus non ha avuto un impatto sulla sicurezza nazionale, tuttavia resta da vedere se gruppi terroristici come l’ISIS saranno in grado di sfruttare il ritmo ridotto delle operazioni in Iraq e Afghanistan per attuare nuovi assalti. 

“In alcuni casi queste misure richiederanno che alcuni membri del servizio rimangano oltre le date di partenza previste”, ha dichiarato il generale Scott Miller, comandante delle forze statunitensi e internazionali in Afghanistan. Inoltre, il colonnello dell’esercito americano Sonny Leggett, un portavoce delle forze armate statunitensi in Afghanistan, ha riferito in un tweet, il 19 marzo, che il comando aveva attuato protocolli per ridurre il rischio per il personale, ma aveva aggiunto che “continuiamo a eseguire il ritiro ordinato a 8600 truppe”. L’operazione guidata dalla NATO in Afghanistan ha anche iniziato a isolare il personale che ha mostrato sintomi simil-influenzali. “A partire dal 19 marzo, il personale della Resolute Support che mostra sintomi simil-influenzali è in isolamento e riceve cure mediche”, afferma la dichiarazione, riferendosi al nome ufficiale dell’operazione guidata dalla NATO in Afghanistan.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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