Gli USA “enormemente delusi” dal governo iracheno

Pubblicato il 20 marzo 2020 alle 19:51 in Iraq USA e Canada

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Gli Stati Uniti sono stati “enormemente delusi” dalle prestazioni del governo iracheno nell’adempiere al loro obbligo di proteggere le forze della coalizione internazionale contro l’ISIS. Questa, intanto, sospende gli addestramenti per la pandemia di coronavirus. 

La notizia è stata riferita il 20 marzo dall’agenzia di stampa Reuters, che cita un alto funzionario del Dipartimento di Stato statunitense. Da parte sua, il governo iracheno ha rassicurato gli Stati Uniti, affermando che Baghdad indagherà a fondo e consegnerà alla giustizia le persone responsabili dell’attacco missilistico dell’11 marzo che ha ucciso 1 soldato britannico e 2 statunitensi in Iraq. Intanto, tuttavia, l’addestramento delle truppe locali, volto alla lotta contro l’ISIS, è stato sospeso “per 60 giorni a titolo precauzionale a causa della pandemia globale”, secondo quanto ha annunciato il Ministero della Difesa del Regno Unito, il 19 marzo.

Gli USA hanno confermato la notizia. “Per prevenire la potenziale diffusione di COVID-19, le forze di sicurezza irachene e le forze della coalizione hanno interrotto tutta la formazione. Ciò ha portato allo spostamento di alcune truppe”, ha dichiarato un funzionario per la Difesa statunitense alla CNN. “Alcuni addestratori lasceranno l’Iraq nei prossimi giorni e settimane. La coalizione rimane impegnata nella sconfitta duratura dell’ISIS e, se la situazione lo consentirà, riprenderemo l’addestramento”, ha aggiunto. Il Regno Unito, uno dei maggiori contribuenti alla coalizione contro l’ISIS in Iraq, ha ugualmente affermato che avrebbe riportato parte del suo personale nel Regno Unito a causa del momento di pausa.

Allo stesso modo, la coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti in Afghanistan ha implementato una serie di restrizioni per prevenire la diffusione del virus, inclusa sospensione “temporanea” del movimento del personale in Afghanistan. Inoltre, il rientro di alcuni soldati in patria potrebbe essere posticipato per ragioni di sicurezza. Tale situazione potrebbe complicare i piani statunitensi di abbassare il numero delle loro truppe in Afghanistan a 8.600, una parte chiave dell’accordo USA-talebani che è stato firmato a Doha il 29 febbraio. Gli alti funzionari della Difesa degli Stati Uniti hanno insistito sul fatto che il coronavirus non ha avuto un impatto sulla sicurezza nazionale, tuttavia resta da vedere se gruppi terroristici come l’ISIS saranno in grado di sfruttare il ritmo ridotto delle operazioni in Iraq e Afghanistan per attuare nuovi assalti. 

L’ultimo attacco contro le forze internazionali in Iraq è avvenuto tra il 16 e il 17 marzo, quando 2 missili hanno colpito una base di addestramento militare nel Sud di Baghdad, dove sono presenti sia truppe della coalizione internazionale a guida statunitense sia funzionari NATO. Si è trattato del terzo episodio consecutivo in territorio iracheno degli ultimi sette giorni, nonché il 24esimo contro strutture statunitensi in Iraq sin dal mese di ottobre 2019. Nello specifico, l’11 marzo, almeno 10 missili Katyusha hanno colpito una base irachena che ospita soldati della coalizione internazionale anti-ISIS, situata ad al-Taji, a 85 km a Nord della capitale irachena Baghdad. Questo primo attacco ha causato la morte di due soldati statunitensi ed uno britannico, ed il ferimento di altri 12 uomini. Successivamente, la medesima base è stata interessata da un ulteriore attentato, il 14 marzo, che ha causato il ferimento di almeno 2 soldati delle truppe irachene e 3 appartenenti alle forze della coalizione. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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