Giordania: adottate misure storiche ed eccezionali contro il coronavirus

Pubblicato il 20 marzo 2020 alle 17:21 in Giordania Medio Oriente

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Anche la Giordania si trova a far fronte all’emergenza coronavirus. Dopo la decisione, definita storica, di conferire al premier ulteriori poteri decisionali, il 20 marzo è stato imposto il coprifuoco in tutto il Paese, pena la reclusione.

In particolare, il ministro di Stato giordano per gli Affari mediatici, nonché portavoce del governo, Amjad Adaileh, il 20 marzo ha proclamato il coprifuoco in tutte le regioni giordane, a partire dalle ore 07:00 del giorno successivo, il 21 marzo. In questo modo, la popolazione potrà spostarsi solo in caso di emergenza, e in caso di violazione si rischia un anno di reclusione. Tale nuova disposizione, presa nella cornice delle misure volte a contrastare la diffusione di Covid-19 nel Regno hashemita, fa seguito al decreto straordinario emanato dal monarca giordano, il re Abdullah II, il 17 marzo, con cui ha conferito al governo pieni poteri, tra cui la possibilità di imporre un coprifuoco monitorato dalle forze armate ed altre misure ritenute necessarie.

Il decreto in questione ha consentito l’attivazione della Legge sulla Difesa n.13, solitamente invocata solo in caso di guerra o calamità. Tuttavia, il re Abdullah II ha precisato che, di fronte al pericolo posto dalla diffusione del coronavirus, è necessario preservare la salute dei cittadini, sopra qualsiasi cosa. Al primo ministro giordano, Omar Razzaz, in tal modo, è stato conferito il potere di chiudere le istituzioni e porre restrizioni alla circolazione dei cittadini. Come specificato dal sovrano, non si tratta di un ostacolo ai diritti della popolazione, bensì di un meccanismo volto a preservare l’intero Regno, salvaguardando la salute di tutti e migliorando il coordinamento tra tutte le parti coinvolte.

Secondo quanto riferito dal Ministero della Salute, nella sera del 19 marzo, i casi risultati positivi al Covid-19 in Giordania ammontano a 69 e, sino ad ora, non è stato riportato alcun decesso. Si tratta di 50 cittadini giordani, 6 francesi, 4 iracheni, 3 britannici, 2 libanesi, 2 argentini e 2 filippini. Le persone infette, è stato riferito, sono in buone condizioni e sono state poste in isolamento, accanto ai 4892 casi posti in quarantena nei 34 centri e alberghi appositamente disposti dal Paese, 23 ad Amman e 11 nella regione del Mar Morto.

Il Regno, il 19 marzo, aveva già chiuso le porte della capitale, costringendo circa 10 milioni di persone all’isolamento. Precedentemente, dal 17 marzo, erano stati sospesi i collegamenti aerei e successivamente sono state chiuse le frontiere terrestri e marittime con Siria, Iraq, Egitto e Israele. Negozi, scuole ed istituzioni hanno altresì sospeso le proprie attività, così come è stato posto il divieto di riunirsi in moschea.

Tuttavia, il Regno hashemita ha altresì agito a livello economico. In particolare, già il 16 marzo, la Banca centrale ha erogato circa 700 milioni di dollari, iniettandoli nell’economia con il fine di ridurre le riserve obbligatorie delle banche, i tassi di interesse e ritardando l’estinzione dei prestiti. La Social Security Corporation ha poi rivelato che il 50% delle entrate destinate alle assicurazioni per la maternità, per l’anno 2020, sarà allocato per fornire assistenza ad anziani e malati. Non da ultimo, re Abdullah II ha altresì discusso degli sforzi profusi per contrastare l’emergenza coronavirus con altri tre Paesi mediorientali, ovvero Iraq, Autorità Palestinese e Arabia Saudita, garantendo il proprio sostegno nell’affrontare la situazione attuale.

Sebbene le misure intraprese per fronteggiare Covid-19 siano state appoggiate ed elogiate da molti, per alcuni resta da chiedersi quale impatto avrà la pandemia su un’economia già di per sé fragile. Secondo gli ultimi dati ufficiali, l’economia giordana sta assistendo, da anni, al calo del tasso di crescita, rimasto al di sotto del 2%. A questo si accompagna l’aumento del tasso di disoccupazione, pari a circa il 19,5%, e un indice di povertà del 15,7%, che equivale a 1.069 milioni di cittadini. Il quadro economico del Regno vede, poi, un bilancio statale per il 2020 pari a 13.83 miliardi di dollari, con un deficit stimato a circa 1.76 miliardi di dollari.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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