Coronavirus, Ecuador: centinaia di passeggeri bloccati a Guayaquil

Pubblicato il 20 marzo 2020 alle 10:48 in America Latina Ecuador

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Centinaia di persone di diverse nazionalità, in gran parte spagnoli o di altri paesi europei, sono bloccati a Guayaquil, sulla costa pacifica dell’Ecuador. Automezzi e camionette della polizia municipale sono stati dispiegati lungo la pista dell’aeroporto internazionale José Joaquín de Olmedo in modo che un aereo Iberia non potesse atterrare in quella che è la città più grande del paese andino.

L’azione violenta ha indotto la compagnia aerea spagnola a sospendere i due voli straordinari previsti per venerdì  20 e sabato 21 marzo, aumentando il panico tra turisti, emigranti, ecuadoriani con doppia nazionalità residenti in Spagna, uomini d’affari e persino volontari medici, bloccati a Guayaquil. Fonti diplomatiche hanno confermato al quotidiano El Mundo che le soluzioni sono allo studio con urgenza, e che Iberia dovrebbe rallentare e riprogrammare i suoi voli straordinari.

Il paese andino ha ad oggi 168 casi positivi per coronavirus, metà dei quali a Guayaquil. Il paziente numero zero era un migrante ecuadoriano che viveva a Torrejón de Ardoz (Madrid). Finora si registrano tre vittime.

I documenti audiovisivi mostrano che solo l’equipaggio, composto da 11 persone, e non un singolo passeggero ha viaggiato sull’aereo della compagnia aerea spagnola. Si trattava di un volo straordinario che avrebbe dovuto rimpatriare cittadini spagnoli ed europei. Un secondo aereo, dalla compagnia olandese KLM, ha ricevuto lo stesso trattamento dalle autorità municipali di Guayaquil.

L’aereo di Iberia è stato costretto a tornare a Quito e dalla capitale ecuadoriana è partito per Madrid con oltre 300 persone a bordo.

“Come avremmo potuto permettere a questo aereo di atterrare nella città con il maggior numero di casi? Sì, mi assumo la responsabilità di aver inviato i veicoli municipali per impedire l’atterraggio dell’aereo Iberia” – ha sottolineato il sindaco Cynthia Viteri, ex candidata alla presidenza del Partito sociale cristiano, che ha annunciato ieri, 19 marzo, di essere risultata positiva al Covid-19.

Il procuratore generale dell’Ecuador ha avviato un’indagine sugli “incidenti”, persino pubblicando un’immagine della pista dell’aeroporto occupata dai mezzi inviati dal sindaco. Un’accusa di disobbedienza a una disposizione statale incombe su Viteri in mezzo allo stato di emergenza decretato dal governo di Lenín Moreno. “Respingiamo qualsiasi tentativo di violenza sulle piste di atterraggio” – ha sottolineato il Ministero dei trasporti e dei lavori pubblici.

In una conferenza stampa virtuale, Gabriel Martínez, ministro dei trasporti, ha assicurato di aver comunicato in anticipo l’arrivo dei due voli umanitari. “Abbiamo indicato che quei voli non avrebbero raggiunto la città, quindi è sorprendente che il sindaco abbia mandato le autopattuglie in pista. Penso che il fatto di ricevere un volo per ritirare cittadini stranieri sia preferibile alla concentrazione di queste persone in città: possono ammalarsi e occupare spazi nel sistema sanitario” – ha aggiunto Martínez.

La difficile mediazione a quella che sembra una lotta interna ai poteri pubblici dell’Ecuador tocca all’ambasciata e ai consolati spagnoli di Quito e Guayaquil, che hanno partecipato attivamente all’operazione di recupero dei cittadini europei. La soluzione prospettata da Madrid, quella di trasferire i passeggeri da Guayaquil a Quito è di difficile realizzazione, dato che i trasporti interni sono sospesi per l’emergenza coronavirus.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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