Il Canada chiude la frontiera agli immigrati dagli USA

Pubblicato il 20 marzo 2020 alle 19:05 in USA e Canada

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A causa della pandemia di COVID-19, il Canada non accetterà più i migranti irregolari che tentano di attraversare la frontiera con gli Stati Uniti e li riporterà alle autorità statunitensi, ha dichiarato il primo ministro, Justin Trudeau, il 20 marzo.

La mossa segna un cambiamento significativo da parte del governo liberale canadese ed è dovuta alla pandemia di coronavirus. “Questa è una misura temporanea che metteremo in atto per tutta la durata della crisi del coronavirus. Queste sono misure eccezionali per proteggere i cittadini ”, ha affermato Trudeau in una conferenza stampa. Dal 2017 ad oggi, circa 50.000 persone hanno attraversato il confine con il Canada, molti affermano di voler fuggire dalla repressione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che colpirebbe rifugiati e immigrati illegali.

“Le persone che hanno attraversato fino ad oggi saranno isolate”, ha dichiarato Trudeau, “ma in futuro quelle che tentano di attraversare saranno riconsegnate alle autorità statunitensi”, ha continuato il premier. Ottawa, ha aggiunto, ha lavorato con Washington per diversi anni per trovare un modo per fermare il flusso di persone, molti dei quali hanno il diritto di rimanere negli Stati Uniti. La notizia arriva pochi giorni dopo che Trump aveva comunicato, il 17 marzo, che “di comune accordo” il confine tra Canada e USA sarebbe stato chiuso al traffico “non essenziale”.

Il commercio, aveva affermato il presidente degli USA su Twitter, non è interessato dal decreto. Da parte sua Trudeau ha dichiarato, in una conferenza nella sua casa, sempre il 17 marzo, che aveva concordato con Trump la misura. “Gli individui non saranno più autorizzati ad attraversare il confine per svago e turismo”, ha riferito Trudeau. “In entrambi i nostri Paesi, stiamo incoraggiando le persone a rimanere a casa, stiamo dicendo ai nostri cittadini di non visitare i loro vicini a meno che non debbano assolutamente farlo. Questa misura collaborativa e reciproca è un’estensione di questo approccio prudente”, ha aggiunto il premier. 

Sophie Grégoire Trudeau, moglie del primo ministro canadese, Justin Trudeau, è risultata positiva al coronavirus, secondo quanto ha dichiarato l’ufficio del premier in una nota, il 12 marzo. “Si sente bene, sta prendendo tutte le precauzioni raccomandate e i suoi sintomi rimangono lievi”, affermava la dichiarazione. All’inizio della giornata del 12 marzo, Trudeau aveva annunciato che lui, la signora Grégoire Trudeau e i loro 3 figli si erano volontariamente isolati nella residenza del primo ministro, a Ottawa, mentre attendevano il risultato dei test. Trudeau continua a svolgere la maggior parte delle sue funzioni ufficiali, sebbene le sue riunioni siano diventate teleconferenze. Durante la giornata del 12 marzo aveva parlato con diversi leader mondiali, tra cui il presidente Trump.

Su consiglio dei medici, Trudeau continuerà a lavorare da casa, anche se non mostra sintomi. Il governo canadese ha anche comunicato che la signora Grégoire Trudeau si è sentita male dopo essere tornata da un viaggio in Gran Bretagna. I medici hanno deciso di farle il tampone per il coronavirus l’11 marzo, dopo che ha sviluppato una lieve febbre, che ora è passata. La notizia era arrivata lo stesso giorno in cui era stato rivelato che un funzionario brasiliano, che aveva incontrato il presidente degli Stati Uniti e il vicepresidente, Mike Pence, è risultato positivo  al coronavirus.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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