Anche Praga riceve aiuti dalla Cina

Pubblicato il 20 marzo 2020 alle 14:20 in Cina Repubblica Ceca

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Un aereo con oltre un milione di aiuti  proveniente dalla Cina è atterrato all’aeroporto di Praga. 

È quanto annunciato, venerdì 20 marzo, dal vicepremier della Repubblica Ceca, Jan Hamacek, il quale ha altresì rivelato che due altri aerei sono attesi nella giornata di sabato, 21 marzo. 

Gli aerei giunti in Repubblica Ceca dalla Cina rientrano nel piano di aiuti approvato da Pechino per Praga, dove alcune regioni sono teatro di scarsità di dispositivi medici, principalmente ventilatori polmonari e mascherine.  

Dato l’aiuto ricevuto dal governo di Pechino, il presidente della Repubblica Ceca, Milos Zeman, ha ringraziato, giovedì 19 marzo, la Cina per il sostegno nel contenimento della diffusione dell’emergenza da coronavirus. In particolare, Zeman ha dichiarato, nel corso di un messaggio per i suoi cittadini, che la principale difficoltà in questo momento per la Repubblica Ceca è la carenza di dotazioni medico-sanitarie. In linea con ciò, il capo di Stato ceco ha ringraziato la Cina, “unico Paase che ha garantito il suo aiuto”. 

In totale, ha rivelato Zeman, la Repubblica Ceca invierà 7 aerei in Cina, per ritirare gli aiuti forniti da Pechino. La prima tranche, secondo quanto specificato, è già giunta in Repubblica Ceca lo scorso mercoledì 18 marzo, quando erano stati recapitati 150.000 test diagnostici.  

Nel frattempo, il governo di Praga ha annunciato nuove misure restrittive, come l’obbligo di indossare mascherine protettive in luoghi pubblici, i controlli della temperatura per chi lavora a cavallo tra frontiere e l’accesso ai negozi per le persone anziane tra le ore 10:00 e le ore 12:00.  

Stando alla rilevazione delle ore 18:00 del 19 marzo, vi sono 694 casi confermati di coronavirus nella Repubblica Ceca, di cui 122 registrati nella sola giornata di giovedì. Finora, sono in 3 i pazienti ad essere guariti dal virus. 

Prima della Repubblica Ceca, il colosso cinese del commercio online, Alibaba, aveva inviato mascherine protettive all’Italia e alla Francia per fronteggiare la diffusione del virus.  

Tuttavia, oltre alla Francia e all’Italia, anche la Polonia, la Bulgaria e la Serbia hanno già ottenuto la disponibilità della Cina per quanto riguarda la fornitura delle dotazioni medico-sanitarie necessarie per fronteggiare l’emergenza da coronavirus.   

Per quanto riguarda la Polonia, da un comunicato ufficiale del Ministero degli Esteri polacco si apprende che la Cina invierà 20.000 mascherine, 5.000 tute protettive, 5.000 visiere, 10.000 guanti medici monouso e 10.000 protezioni per le calzature.   

Passando invece alla Bulgaria, il primo ministro di Pechino ha confermato la disponibilità del proprio Paese a inviare mascherine, visiere protettive, guanti e altre dotazioni. Attualmente, sono già state donate 12.000 mascherine chirurgiche e altre 2.000 mascherine con filtri, ma la Cina è pronta a mettere in contatto la Bulgaria con aziende cinesi che producono dotazioni protettive e respiratori polmonari, affinché Sofia possa acquistare quanto necessario attraverso le Agenzie per il Commercio dei due Paesi.  

Per quanto invece riguarda la Serbia, l’emergenza coronavirus nel Paese balcanico è ancora contenuta. Ciò ha fatto sì che la Serbia si sia sentita abbandonata dai leader dell’Unione Europea, di cui il Paese balcanico non è ancora membro, impegnati con Paesi più colpiti dal virus. Ciò ha lasciato spazio alla Cina per dimostrare la sua solidarietà nei confronti dei Paesi dell’Europa centrale e orientale, consentendo a Pechino di estendere il suo mezzo diplomatico correlato al coronavirus a una regione che negli ultimi anni è divenuta un campo da battaglia geopolitico per la definizione delle sfere di influenza di UE e Cina.      

Nello specifico, secondo il South China Morning Post, dopo aver raggiunto livelli controllabili di diffusione del virus all’interno del proprio territorio, la Cina sta ora attuando la sua strategia diplomatica correlata al coronavirus nell’Europa centrale e orientale. Nello specifico, tale strategia si articola in modo binario. Da un lato vi è la fornitura di strumenti e dotazioni mediche, al prezzo di mercato o in via gratuita, ai Paesi maggiormente colpiti, come l’Italia e la Spagna. Dall’altro lato, la Cina sta tenendo sessioni di condivisione di esperienze con Paesi meno sviluppati dell’Europa centrale e orientale, di cui 17 si sono uniti al formato “17+1”.     

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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