Coronavirus: il primo morto a Cuba è italiano

Pubblicato il 19 marzo 2020 alle 12:30 in Cuba Italia

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“All’alba del 18 marzo è morto il paziente sessantunenne di nazionalità italiana che era stato ricoverato in terapia intensiva unità dell’Istituto di Medicina Tropicale Pedro Kouri in condizioni critiche. Nonostante gli sforzi compiuti dal team di terapia intensiva che lo stava curando direttamente, così come dal gruppo di esperti del Ministero della sanità pubblica che gli hanno fornito assistenza permanente, le complicazioni sviluppate a causa delle sue patologie pregresse ne hanno causato la morte. Ci dispiace profondamente per quello che è successo e trasmettiamo alla sua famiglia e ai suoi amici le nostre più sentite condoglianze” – con queste parole le autorità sanitarie cubane hanno comunicato la prima morte da coronavirus nell’isola. Il paziente deceduto era uno dei turisti lombardi risultati positivi a Trinidad lo scorso 10 marzo. Le sue condizioni erano peggiorate il 15.

D’altra parte, nelle ore serali del 17 marzo, tre nuovi casi di COVID-19 sono stati confermati dal laboratorio di biologia molecolare del Centro provinciale di igiene ed epidemiologia di Villa Clara. Con un casi riconosciuto il 18 marzo, sono in totale 11 i casi di positività registrati finora a Cuba.

Il primo caso è un cittadino cubano di 25 anni, residente nel comune di Santa Clara, provincia di Villa Clara. È arrivato nel paese l’8 marzo proveniente da Madrid, in Spagna. Ha manifestato i primi sintomi il 14 marzo e si è recato presso lo studio del medico di famiglia il giorno successivo, dunque è stato ricoverato all’ospedale Manuel “Piti” Fajardo nella città di Santa Clara. Rimane isolato in questo centro con un’evoluzione  finora “soddisfacente” – comunica l’autorità sanitaria della provincia. Nel controllo successivo, sono stati rilevati cinque contatti del giovane, ad oggi tutti isolati e asintomatici.

Il secondo caso è una cittadina cubana di 67 anni, residente nel comune di Santa Clara, provincia di Villa Clara. È arrivata nel paese l’11 marzo di quest’anno dal New Jersey, Stati Uniti d’America. Ha iniziato a manifestare i sintomi il giorno successivo, contattando il medico di famiglia il 16. Il suo caso è stato diagnosticato come sospetto e ricoverata anche lei all’ospedale Manuel “Piti” Fajardo. I contatti della donna, tutti asintomatici, sono al momento in isolamento.

Il terzo caso corrisponde a un cittadino statunitense di 77 anni, arrivato l’8 marzo scorso dalla California. Ha iniziato ad avere sintomi il 14 marzo. Il caso è stato segnalato dall’autista e dalla guida turistica del gruppo di cui faceva parte, mentre si trovava a Trinidad, nella provincia di Sancti Spíritus. È trasferito alla clinica internazionale in quella città nelle prime ore del 15 marzo e successivamente al Centro di isolamento della provincia di Villa Clara. Le sue condizioni sono buone. I membri del gruppo, la guida, l’autista e le altre persone venute a contatto con l’uomo, dieci in totale, sono tutte asintomatiche e in stato di isolamento.

Il caso identificato il 18 marzo è un cittadino canadese, 57 anni, che è arrivato sull’isola il 14 marzo, in un volo diretto per la provincia di Holguín, e ha soggiornato presso il Río de Oro Hotel, nel comune di Rafael Freyre. Sono in corso accertamenti sui contatti.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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